A Rast non bastano le sei vittorie consecutive, Paffett è campione DTM dopo 13 anni
Per soli quattro punti l'inglese regala l'ultimo titolo a Mercedes prima del ritiro. Rischi per la casa di Stoccarda che vince il titolo per soli tre secondi




14 Ottobre 2018 - 15:54

A Hockenheim è appena andata in scena l’ultima gara della stagione 2018 del DTM, una corsa che verrà ricordata per diversi aspetti. Il primo è di sicuro la sesta vittoria consecutiva di René Rast che porta così a casa il settimo trionfo stagionale, nessuno ha fatto meglio di lui nel corso di questa annata. Tra gli altri fatti incisi in questa giornata c’è anche la chiusura di un’era, quella di Mercedes che dopo 30 anni saluta il DTM e lo fa nel miglior modo possibile. Dopo aver conquistato il titolo costruttori, con largo anticipo, e quello dei team, oggi la casa di Stoccarda può festeggiare anche il titolo conquistato da Gary Paffett che torna così al successo 13 anni dopo l’unico iride conquistato in questa categoria. Il britannico, conquistando il terzo gradino del podio, ha sconfitto il vincitore di giornata per soli quattro punti, evitando così al pilota Audi la riconferma dopo il titolo del 2017.

Allo spegnimento dei semafori parte molto bene Rast che fulmina il poleman Marco Wittmann portandosi subito al comando della gara, con Paffett che mantiene la sua terza posizione. Nelle retrovie, intanto, Paul di Resta riesce a recuperare qualche posizioni, in un disperato tentativo di ribaltare la qualifica pessima per conquistare il titolo. Il pilota inglese però, a causa di una manovra scorretta è costretto a cedere l’ottava piazza ad Eriksson, ma nel mentre perde due posizioni finendo ottavo.

Al quarto giro Edoardo Mortara sopravanza Bruno Spengler per il quarto posto che lo vede così subito alle spalle di Gary Paffett, pronto a fare da scudiero nel caso in cui fossero arrivati gli avversari di Audi. Due tornate più tardi viene effettuato il primo pit stop. Ad aprire il valzer dei cambi gomme è Paul di Resta, il quale per togliersi dal traffico di centro gruppo, tenta l’undercut sugli avversari per guadagnare posizioni. Al giro numero 11 è il suo rivale in campionato, nonché compagno di marca, Gary Paffett ad effettuare la sua sosta, mentre il giro successivo vede Mortara e Spengler transitare per la corsia box. Un pit molto lento per l’italiano porta l’alfiere Mercedes a rischiare di perdere una posizione a vantaggio di quello BMW e di vedersi infliggere una penalità per unsafe release. Per fortuna Mortara è riuscito a conservare la sua posizione sul canadese e inoltre è stato graziato dai commissari di gara. Il 13° giro è quello del cambio gomme per il leader della gara René Rast che lascia così il comando della corsa a Wittmann per un paio di tornate.

Il rientro ai box di Wittmann, ritardato di sei giri rispetto a quello di Paffett, porta il tedesco di BMW a cedere momentaneamente la seconda posizione all’inglese di Mercedes forte di una vettura dotata di pneumatici già in temperatura, in confronto all’avversario. Prima della sosta la M4 del campione 2016 sembrava poter impensierire Rast per la vittoria, ma nei primi giri dopo il pit ha accusato un repentino calo di prestazioni. Una volta entrate nel range di temperatura ottimale, le gomme della BMW hanno permesso a Wittmann di recuperare oltre due secondi in un paio di tornate a Paffett, il quale ha ceduto poi il secondo posto nel corso del 22° giro.

Tra il 22° e il 24° giro Mueller e Frinjs sono rientrati ai box per la loro sosta obbligatoria. Da questo momento in poi, così come nella gara di ieri, è iniziata la rimonta di forza del plotone di RS5, corso in aiuto a Rast per la conquista del titolo. A permettere la repentina scalata della classifica ha inciso anche l’improvviso calo di prestazioni da parte della C63 di casa Mercedes, che negli ultimi giri ha visto in faccia il rischio di perdere il titolo a pochi metri dal traguardo. Il primo ad entrare nella mischia dei sorpassi è stato Mueller che dal 26° al 33° giro ha sopravanzato nell’ordine Eriksson, Mortara e Spengler portandosi al quarto posto, all’inseguimento di Gary Paffett. Stessa sorte per Frinjs, il quale causa la partenza dall’ultima posizione, si è ritrovato a dover scalare più posizioni rispetto agli altri. Al giro numero 27 è già in decima posizione, precedentemente occupata da Paul di Resta ormai arresosi. Nella tornata successiva ad essere sorpassato è Eriksson, quindi Mortara, poi le BMW di Eng, Farfus e Spengler.  A due giri dal termine solo 5 secondi separano Mueller e Frinjs dalla terza posizione occupata da Paffett.

La gara si conclude al termine del giro 36 con René Rast che conquista la sesta vittoria consecutiva (mai nessuno come lui, ndr) seguito da Marco Wittmann che dopo la sosta non è più riuscito ad impensierire il connazionale di Audi. Terzo posto per Gary Paffett che taglia il traguardo con 1.4 secondi di vantaggio su Nico Mueller e 3.1 su Robin Frinjs. Con questo risultato l’inglese ha, come detto in precedenza, conquistato il suo secondo titolo per soli due punti. Il rischio di un clamoroso harakiri è stato sfiorato in casa Mercedes con ben quattro Audi e cinque BMW che hanno chiuso tra Paffett e il primo degli scudieri della casa di Stoccarda. Come nella gara di ieri, anche oggi il marchio delle Frecce d’Argento ha sofferto un crollo netto delle prestazioni. Il neo-campione del DTM, infatti, è stato l’unico pilota Mercedes a chiudere a punti, dato che il successivo (Mortara, ndr) è scivolato in 13a posizione, davanti a Di Resta, Juncadella e Auer.

Al termine del campionato, dunque, Paffett è in testa alla classifica del campionato piloti con 255 punti, quattro in più di Rast che chiude a 251. Week-end totalmente da dimenticare per Paul di Resta che, portando a casa solo i 4 punti di ieri, ne ha persi 26 passando da leader della classifica ad inizio week-end a terzo in sole due gare. Nella classifica a squadre è il team Petronas (Mercedes) a vincere il titolo, precedendo di 69 punti il Remus (Mercedes). Staccato di 85 punti il team Rosberg (Audi), mentre sono 117 quelli che separano il vincitore dal primo dei BMW, ovvero l’RMR. Per quanto concerne il titolo costruttori, Mercedes vince con 903 punti, cioè con 280 di vantaggio su BMW e 304 su Audi.

Classifica di Gara 2 a Hockenheim

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