Anteprima GP Australia | Info, orari, TV e statistiche
24 Ottobre 2018 - 1:49
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GP Australia
A Phillip Island, conclusi i giochi per il titolo mondiale, via alla volata per il secondo posto tutta italiana. Occhio all'ora solare!




Con il Mondiale ormai consegnato di diritto all’epta-titolato Marc Marquez, il circus della MotoGP sbarca in Australia per risolvere alcune battaglie ancora in atto. Prima fra tutte sicuramente la lotta per il secondo posto, che vede scontrarsi ad armi non così tanto pari Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Il #04, reduce da una deludentissima caduta in quel di Motegi, vede allontanarsi definitivamente l’iride mondiale e comincia ad udire alle sue spalle il rombo cupo tipico della M1. Il distacco tra i due, infatti, si è assottigliato a solo nove punti, e Phillip Island, nemica storica di Ducati e alleata fedele di Yamaha, potrebbe rappresentare un importante crocevia. Il Dottore, infatti, a meno di clamorosi avvenimenti, dovrebbe contare su una pista amica che esalta le qualità della M1, e che potrebbe consentirgli di rosicchiare qualche punticino importante sul forlivese. DesmoDovi, dal suo canto, ha tra le mani senza dubbio la moto più forte dello schieramento fino ad adesso: per essere incoronata definitivamente, la GP18 dovrà uscire indenne dai due terzi finali del trittico e dalla ostica Valencia.

In Ducati, inoltre, si respira aria di novità. Ad affiancare Dovizioso ci sarà infatti Alvaro Bautista, attuale pilota del team Angel Nieto e futuro pilota Ducati in Superbike. Lo spagnolo sarà chiamato all’arduo compito di sostituire Jorge Lorenzo, ancora out dopo aver tentato per un solo giro il rientro a Motegi. Un giusto premio per la stagione fino ad ora ineccepibile di Alvaro, attualmente dodicesimo in classifica generale e prima Ducati clienti. Una delusione per chi sperava in un clamoroso ritorno di Stoner o addirittura di Bayliss. Per quanto forti siano stati, le loro occasioni le hanno già avute, ed è giusto che Ducati dia la possibilità ad un pilota in crescendo di poter sfruttare al massimo il proprio talento, contribuendo anche alla causa Costruttori.

A proposito di Ducati clienti, la sella lasciata libera da Bautista sarà occupata da Mike Jones, pupillo di Troy Bayliss, campione australiano Superbike ed attualmente impegnato nel RFME Superstock 1000 con una Kawasaki ZX-10R del Team Speed Racing. Jones non è un volto totalmente nuovo per il mondo della MotoGP, dal momento che nel 2016, in occasione della temporanea promozione di Barbera nel team ufficiale (a causa dell’infortunio di Iannone, ndr), disputò il Gran Premio del Giappone e dell’Australia in sella alla GP14 del Team Avintia, collezionando un punto proprio sul circuito di Phillip Island.

Continua, infine, la lotta per il titolo di Rookie of the Year. Syahrin, entrando in top 10 nella gara giapponese, ha rosicchiato appena un punto a Morbidelli, pertanto il distacco si è ridotto a quattro punti: 34 contro 38. Starà al velocissimo tracciato australiano decretare chi dei due riuscirà a portare a casa un risultato migliore.

 

MOTO2 Lotta ancora apertissima tra Pecco Bagnaia e Miguel Oliveira. L’italiano, complice il secondo posto ottenuto a Motegi, ha distanziato di altre sette punti l’alfiere KTM, solo quarto, incrementando ora il vantaggio a 33 punti. Oliveira, primo nel 2017, davanti a Binder, per la prima vittoria in Moto2 e prima doppietta tutta KTM, cercherà disperatamente di ottenere il massimo risultato possibile, data anche la non eccezionale affinità fra il tracciato australiano e l’alfiere del Team Sky.

Chi giungerà in Australia fiero in petto e pieno d’orgoglio sarà sicuramente Fabio Quartararo, vincitore della tappa giapponese e prossimo pilota Yamaha SIC dal 2019. Un anno in crescendo per il giovane spagnolo, che può già vantare due vittorie nella classe di mezzo e ben tre podi.

Spera in un risultato migliore Luca Marini, compagno di squadra di Bagnaia, solo decimo in Giappone, dopo l’entusiasmante secondo posto ottenuto sulla nuova pista thailandese. Assieme a lui anche Mattia Pasini, solo quindicesimo a Motegi, vorrà ritornare nelle posizioni che lo identificano meglio.

 

MOTO3 La battaglia al vertice Bezzecchi – Martin si è riaperta clamorosamente al termine della gara giapponese, grazie alla caduta dello spagnolo (che non si è riservato di esprimere pesanti polemiche nei confronti dei piloti della VR46 Academy e della KTM, rei di aver corso contro di lui) e alla vittoria al fulmicotone dell’italiano. Martin ha, adesso, solo un punto di vantaggio su Bezzecchi, e la lotta potrebbe subire nuovi sconvolgimenti nel prossimo appuntamento mondiale. La gara del 2017, infatti, fu interrotta al 17° giro, a causa di un violento ed improvviso temporale, che fece risultare come ufficiale la classifica del 16° giro, dove il vincitore fu Joan Mir, seguito da Livio Loi e per l’appunto Martin. Bezzecchi non concluse la gara, in sella alla Mahindra del team CIP.

Coltello fra i denti, oltre che per Martin, sicuramente anche per Di Giannantonio e Canet, entrambi ritirati dalla gara giapponese. Morale alle stelle, invece, per Lorenzo Dalla Porta, al terzo podio in quattro gare, ed ora quinto in classifica generale.

 

IL CIRCUITO – Il circuito di Phillip Island, situato nella località di Ventnor, in Australia, può essere definito un circuito alla “vecchia maniera”, data la sua conformazione che segue naturalmente l’andamento del terreno. E’ posto sul ciglio ondulato di una scogliera, e offre ogni anno un panorama spettacolare sull’oceano.

Ospita il motomondiale dal 1997, edizione in cui il vincitore fu Alex Crivillé in classe 500, davanti ad Aoki ed Abe. L’anno scorso, invece, fu Marc Marquez a cogliere la vittoria, davanti a Valentino Rossi e Maverick Vinales.

Costruito nel 1956 e lungo 4448 metri, il tracciato si snoda in 12 curve, di cui 7 a sinistra e 5 a destra. Le più iconiche, sicuramente, la Doohan Corner (Curva 1), sede di staccate al limite dopo una violenta decelerazione; la Stoner Corner (Curva 3), intitolata proprio all’asso australiano per la sua incredibile capacità di riuscire a farla quasi in pieno; la Siberia (Curva 6); la Lukey Heights (Curva 9), un lungo ferro di cavallo verso sinistra; ed infine la Curva 10, luogo di meravigliosi sorpassi con l’oceano a fare da primo spettatore.

A causa della sua conformazione, fatta di curve “morbide” e da raccordare, il tracciato si adatta meglio a moto più “dolci” con il gas e che posseggono generalmente un buon telaio. Questo è sicuramente il caso di Yamaha, da sempre competitiva in terra australiana, grazie anche ai numerosi successi di Valentino Rossi. Nel caso di altre moto, come ad esempio Ducati, il discorso si fa più complesso: durante l‘era Stoner, la casa di Borgo Panigale colse quattro successi consecutivi, dal 2007 al 2010. Nel dopo Stoner, Ducati è riuscita a vedere il podio soltanto nel 2015 grazie al terzo posto ottenuto da Andrea Iannone dopo una clamorosa battaglia con le Yamaha e Marquez. Questo il sintomo di una moto che, per ottenere grandi velocità sul rettilineo, scarica grandi quantità di potenza per terra, pregiudicando la stabilità e la tenuta in curva, requisito indispensabile per il circuito australiano.

Elemento caratteristico del circuito è sicuramente anche il Gardner Straight, l’unico vero rettilineo presente, che viene introdotto dalla Curva 12 dove, nel 2006, Marco Melandri si esibì in un, come direbbe Guido Meda, “vietato fumare” nel corso dell’ultimo giro, a pochi metri dalla vittoria. Il rettilineo è di notevole importanza perchè, a causa delle alte velocità raggiuntevisi, risulta determinante per una buona impostazione della Doohan. Episodio emblematico il lungo al secondo giro di Dovizioso lo scorso anno, che lo costrinse a retrocedere in ventesima posizione, dicendo all’80% addio al Mondiale.

 

ON BOARD LAP – Un giro di pista con Marc Marquez nel 2015 in sella alla sua RC213-V

 

ALBO D’ORO – Il pilota più vincente, in tutte le classi, è Valentino Rossi, con 8 successi all’attivo (5 in MotoGP, 1 in 500 e 2 in 250), seguito da Casey Stoner a quota 6, e da un plotone compatto a quota 3, composto da Capirossi, Waldmann, Melandri, Biaggi, Doohan, Lorenzo e Marquez.

 

GOMME: LA PAROLA A TARAMASSO – Phillip Island ha un significato speciale per tutti i soggetti coinvolti con la Michelin, in quanto sponsorizziamo l’evento, la sentiamo quindi come una gara di casa. La pista è una delle più impegnative di tutto l’anno, le sollecitazioni che abbiamo qui non le vediamo da nessun’altra parte. I nostri pneumatici devono fare i conti con tempi sul giro alti, un layout molto asimmetrico e alcune curve estremamente veloci, quindi devono far fronte a tutto questo e inoltre devono scaldarsi velocemente, perché può essere molto freddo come abbiamo visto nelle ultime stagioni. Rispettiamo questo circuito e non lo prendiamo mai alla leggera, è per questo che abbiamo un pneumatico che è particolare a Phillip Island, è importante per noi per affrontare al meglio delle nostre capacità il Gran Premio d’Australia Michelin.”

 

ORARI TV – Il Gran Premio sarà disponibile in diretta ed in esclusiva su Sky, sui canali Sky Sport MotoGP HD e Sky Sport Uno HD; in differita sul canale in chiaro TV8.

VENERDI’ 26 OTTOBRE

1:00-1:40 – FP1 Moto3
1:55-2:40 – FP1 Moto2
2:55-3:40 – FP1 MotoGP
5:10-5:50 – FP2 Moto3
6:05-6:50 – FP2 Moto2
7:05-7:50 – FP2 MotoGP

SABATO 27 OTTOBRE

1:00-1:40 – FP3 Moto3
1:55-2:40 – FP3 Moto2
2:55-3:40 – FP3 MotoGP
4:35-5:15 – Qualifiche Moto3
5:30-6:15 – Qualifiche Moto2
6:30-7:00 – FP4 MotoGP
7:10-7:50 – Qualifiche MotoGP

14:00 – Sintesi qualifiche Moto3, MotoGP, Moto2 (TV8)

DOMENICA 28 OTTOBRE

1:40-2:00 – Warm-Up Moto3
2:10-2:30 – Warm-Up Moto2
2:40-2:00* – Warm-Up MotoGP
3:00 – Gara Moto3
4:20 – Gara Moto2
6:00 – Gara MotoGP

11:00 – differita Gara Moto3 (TV8)
12:20 – differita Gara Moto2 (TV8)
14:00 – differita Gara MotoGP (TV8)

 

* Le lancette dell’orologio, alle ore 03:00, dovranno essere spostate di un’ora indietro, per l’entrata in vigore dell’ora solare.



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