Buemi “condannato” dal FanBoost: “Non ho potuto usarlo per rispondere a Rosenqvist”
14 Gennaio 2018 - 1:59
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ePrix Marrakech 2017-18
Il francese della Renault e.dams spiega perché non ha potuto sfruttare il surplus di potenza datogli dai voti dei tifosi

L’ePrix di Marrakech non è terminato nel migliore dei modi per Sebastien Buemi. Il pilota francese, che ha condotto quasi tutta la corsa dopo aver sfruttato magistralmente la pole position, ha dovuto cedere agli attacchi di Felix Rosenqvist, che lo ha infilato in curva 7 quando mancavano soli quattro giri alla bandiera a scacchi.

Il campione del mondo 2015/16 non è stato molto deciso nel chiudere la porta al 23enne svedese, probabilmente perché contava di rispondere all’attacco sfruttando il FanBoost ottenuto grazie al voto degli appassionati. La potenza extra a sua disposizione, però, non si è attivata sulla Renault e.dams numero 9 e Buemi non ha potuto fare altro che accontentarsi del secondo gradino del podio.

“Perdere la vittoria negli ultimi giri lascia sempre l’amaro in bocca – ha detto lo svizzero al termine dell’ePrix – Ero convinto di aver gestito bene la mia energia per tutta la durata della gara ed ero pronto a rispondere all’attacco di Felix, ma poi ho scoperto che il FanBoost non era attivo sulla mia macchina e a quel punto non ho avuto più chance di contrattaccare”.

Il motivo della mancata attivazione del FanBoost è legato a un problema alla pompa dell’acqua avuto da Buemi poco prima di andarsi a schierare sulla griglia di partenza. “Prima di scendere in pista per andarmi a schierare i nostri tecnici hanno scoperto un problemino sulla prima monoposto settata per la partenza, per cui sono stato costretto a iniziare la gara con la seconda macchina. Il FanBoost, però, era impostato proprio su questa vettura (il regolamento dice che può essere utilizzato solo nella parte finale dell’ePrix, ndr) e quando me ne sono reso conto era ormai troppo tardi. Col senno di poi sicuramente avrei potuto difendermi meglio dall’attacco di Rosenqvist, ma ormai è andata così e dobbiamo accettarlo”.