Carlo Vanzini dice la sua sulla manovra di Vettel in Giappone
Il telecronista di Sky Sport F1 spiega il suo punto d vista sul tentativo di sorpasso del tedesco ai danni di Max Verstappen




GP Giappone
10 Ott 2018 - 11:04

La caduta libera che sta caratterizzando l’ultima parte della stagione 2018 della Ferrari fa ancora molto discutere, soprattutto dopo quanto accaduto durante il weekend del Gran Premio del Giappone. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto l’ennesimo tentativo di sorpasso azzardato e non riuscito da Sebastian Vettel, questa volta ai danni della Red Bull di Max Verstappen. Molti hanno accusato il pilota tedesco di poca lucidità nei momenti critici di una gara e, più in generale, di un intero anno, ma Carlo Vanzini ha voluto spezzare una lancia a favore del ferrarista.

Carlo Vanzini (Sky Sport F1)

“Credo sia facile puntare il dito contro chi sbaglia – ha scritto il telecronista in un post pubblicato sul suo profilo Instagram – Non abbiamo mancato di criticare Vettel per Baku, Francia, Austria e soprattutto Germania. Monza e Giappone sono i ‘corpo a corpo’ in cui si è ritrovato in testa coda e che hanno contribuito ad indirizzare il mondiale, ma non dimentichiamo (perché sarebbe sbagliato) le magie fatte in altre occasioni. Ho visto e rivisto questo momento (i primi giri della gara di Suzuka, ndr) e possiamo riassumerlo in otto punti:

1) Dopo una partenza super, Vettel è quarto dopo essere partito ottavo;
2) I due puntini davanti sono Hamilton e Bottas, quando inizialmente sembrava impensabile averli a tiro così dopo pochi giri partendo dalla quarta fila;
3) Se avesse passato in fretta Verstappen sarebbe andato con loro e magari sarebbe iniziata un’altra gara, forse con lo stesso esito, ma senz’altro con un’altra pressione per le frecce d’argento;
4) Aspettare vista la penalità dell’olandese sarebbe realmente servito? per cosa, per un podio?
5) Prima della Spoon Verstappen stacca molto presto, probabilmente per ricaricare la batteria prima del rettilineo successivo;
6) A quel punto si apre un portone, cosa fai?
7) La macchina è oltre la metà della Red Bull, punta il cordolo e non la perde perché il volante è sempre girato verso sinistra, a differenza di quanto successo in Francia (l’avrebbe tenuta? Non lo sappiamo);
8) Verstappen fa la traiettoria come se non ci fosse nessuno lì mentre quando ti affianca metà macchina devi lasciare lo spazio.

Ci sta che sia incidente di gara, non dopo una penalità all’acqua di rose per una cosa ben più grave, come rientrare in pista come se non ci fosse un domani colpendo Raikkonen. Attenzione perché non voglio accusare Verstappen, che quest’anno è cresciuto tantissimo e se avesse 50 CV in più a quest’ora si giocherebbe il titolo, ma dare tutti addosso a Vettel oggi secondo me non ci sta. Non sono un pilota, ma in quell’istante avrei fatto lo stesso (forse per questo non sono un pilota). Non sono cosi sicuro che sarebbe stato facile passarlo subito dopo. Hamilton ha dimostrato quest’anno una qualità devastante e la Mercedes ha rasentato la perfezione per strategia e giochi di squadra. Sì, è vero che senza l’errore in Germania probabilmente eravamo qui a raccontare qualcosa di diverso (o forse no), ma le prossime quattro gare serviranno alla Ferrari per dimostrare che non sta andando tutto a rotoli e, perché no, anche per dare a Raikkonen un’ultima chance di vittoria prima del passaggio in Sauber. No, oggi non critico Vettel: poteva aspettare, è vero ma, siate sinceri, voi l’avresti fatto?”.

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