CIR | In Friuli Venezia Giulia, vittoria e nono titolo tricolore per Andreucci-Andreussi
29 Agosto 2015 - 18:15
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CIVIDALE DEL FRIULI (Udine) – Il 51° Rally del Friuli Venezia Giulia, svoltosi tra ieri ed oggi nelle valli del Natisone e del Torre, sesta delle otto prove del Campionato Italiano Rally, ha di nuovo visto il successo di Paolo Andreucci ed Anna Andreussi, con la Peugeot 208 T16 R5 ufficiale.

E con la loro vittoria, la gara organizzata dalla Scuderia Friuli ACU, ha di nuovo assegnato il titolo di Campione d’Italia andato appunto agli ufficiali di Peugeot Italia, che porta così a nove gli allori conquistati. Andreucci ed Andreussi hanno rivinto la gara per la quarta volta, siglando quindi un poker che gli ha consentito di proseguire a segnare emozionanti pagine di storia sportiva, stavolta con due gare al termine della stagione (Roma e Verona).

Già ieri, piazzandosi in testa alla corsa dalle prime battute di gara, Andreucci aveva dato segno di voler dominare e così ha fatto, concedendo ben poco alla concorrenza. Concorrenza che ha cercato di limitare il passivo, pur non essendo esente da problemi di varia natura. Il primo dei delusi è stato l’ufficiale Skoda Italia Umberto Scandola, con la Fabia R5, fermo già ieri durante la seconda prova per incidente e riammesso per la seconda tappa con notevole penalità, cercando di rimanere aggrappato – vanamente – alla corsa per il titolo 2015. Chiusa la pratica Scandola, Andreucci si è ben guardato dagli attacchi del bergamasco Alessandro Perico in coppia con Turati (Peugeot 208 T16 R5) e dalla Ford Fiesta alimenta a GPL di Giandomenico Basso e Lorenzo Granai. Problemi, nel finale della prima tappa per Perico, andato in testacoda (PS 5) per la cui causa ha perso circa 15” ed anche per Basso, rallentato di circa 30” sulla quarta prova da una panne elettrica.

Anche oggi la gara ha offerto altri momenti “caldi”: con Andreucci che ha guardato tutti dall’alto senza forzare, l’attenzione si è spostata sul duello Perico-Basso, durato però il lasso di tempo di una sola prova. Basso, avvicinatosi di due decimi a Perico, secondo in classifica, ha gettato tutto al vento durante la settima prova, la nuova “Mersino” per una foratura con la quale ha perso circa 4’, di fatto ponendo fine alla corsa per il titolo, spianando la strada ad Andreucci.

Andreucci dunque ha vinto gara e Campionato, la seconda posizione finale è andata in mano a Perico, che come lo scorso anno (quando finì terzo) ha confermato il suo particolare feeling con i tracciati friulani. Terzo quindi Basso, che ha concluso sensibilmente staccato dagli altri due.

Quarti assoluti, primi anche della Mitropa Cup, i tedeschi Koessler-Hoffmann, con una Subaru Impreza Sti Gruppo R. Affezionati da tempo alla gara udinese, hanno corso una gara pregevole, sempre ai vertici, pur con difficoltà ai freni per tre quarti dell’impegno, siglando costantemente riscontri cronometrici importanti se raffrontati ai colleghi italiani che hanno certamente più dimestichezza e feeling con le strade del Friuli.

Completano la top five Rossetti-Chiarcossi, con la loro Renault Clio R3T. I pordenonesi, primi anche tra le due ruote motrici, sono risultati anche primi nella corsa tricolore “produzione” oltre che nel Trofeo Renault Clio ed il risultato, nella sua interezza, conferma l’ampio valore che li ha incoronati da tempo tra i migliori rallisti italiani di sempre.

Sesta piazza per un altro equipaggio straniero, anche in questo caso tedeschi, Gassner-Thannhaeuser (Mitsubishi Lancer Evolution Gr. R), i quali hanno riconosciuto l’estrema difficoltà a trovare il ritmo giusto con le prove speciali della gara. Settimi ed ottavi nella generale finale altri due driver di oltre confine, lo sloveno Humar (Renault Clio R3T) ed il magiaro Puskadi , con una Skoda Fabia S2000, mentre la top ten è stata acquisita (nono assoluto) anche dal romagnolo Simone Campedelli, fermatosi nella prima tappa per un problema di alternatore alla sua Peugeot 207 S2000, poi riammesso oggi con penalità. Decimo il norvegese Veiby, con una Citroen DS3 R3.

Solo diciottesimo sotto la bandiera a scacchi Scandola, mentre il Suzuki Rally Trophy è andato nelle mani del veneto Uliana, su Vallino e Rao.