Circuiti storici infastiditi dal comportamento di Liberty Media
30 Gennaio 2019 - 17:04
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Il primo anno completo da proprietari della Formula 1 è trascorso e se da un lato ci si aspettava, ed è stato ampiamente dimostrato, che Liberty Media potesse migliorare la situazione drammatica degli ultimi anni della gestione Ecclestone, dall’altro non tutti si ritengono soddisfatti dal lavoro svolto dal gruppo americano in questo anno e mezzo.

A tuonare con forza sono stati principalmente gli organizzatori dei gran premi storici presenti da sempre, o quasi, all’interno del circus; tra questi Gran Bretagna, Italia, Spagna, Germania e Messico.

I temi su cui i responsabili di queste gare si sono più lamentati sono principalmente due: la questione pay tv e quella relativa alle tasse da pagare per poter ospitare una tappa del mondiale di Formula 1. A chiarire le idee sui problemi manifestati nella gestione americana c’è un comunicato rilasciato da FOPA.

In merito al primo punto i promoter degli eventi lamentano il fatto che con il passare degli anni la Formula 1 sia diventata un prodotto sempre di nicchia, permettendo solo ai possessori di abbonamenti pay di poterla seguire, mentre nel lungo termine sarebbe preferibile avvicinare nuovi appassionati grazie anche all’offerta in chiaro e soprattutto gratuita. Questa lamentela deriva dal fatto che grandi mercati come ad esempio quello inglese, quello italiano e quello spagnolo rendano possibile la visione del mondiale esclusivamente a pagamento tramite Sky o Movistar.

La frecciatina, anche se questa non è nuova, è stata lanciata anche alla decisione di Liberty Media di favorire l’ingresso di nuove tappe e nuovi mercati nel circus grazie a tasse di iscrizione, per ospitare un gran premio, nettamente inferiori rispetto a chi ospita gare da sempre. A far la voce grossa è stato Stuart Pringle, responsabile del circuito di Silverstone e organizzatore del Gran Premio di Gran Bretagna, il quale al Daily Mail ha affermato: “A quanto pare, Miami sta ottenendo un accordo gratuito. Questo non va bene a nessuno, non ultima Austin, dove stanno lavorando duramente per pagare la loro tassa. Se continua così, la Formula 1 correrà solamente su circuiti di secondo livello”.

A causa dei costi elevati per potersi permettere un gran premio di Formula 1, la Germania ha rinnovato per un solo anno il contratto che vedrà Hockenheim come ospitante, mentre Silverstone ha deciso di attivare la clausola che permette l’uscita dal calendario, a causa dei costi insostenibili, firmata durante l’era Ecclestone.

Tra gli astenuti in questa “rivolta” figurano paesi come Giappone, Bahrain, Abu Dhabi, Cina e Russia. Quest’ultima è intervenuta a difesa di Liberty Media tramite la voce di Sergey Vorobyey, tra i rappresentanti della società che organizza la gara a Sochi. Il russo ha affermato che: “Il comunicato è abbastanza immotivato, perché tutte le questioni indicate sono state risolte in un modo o nell’altro nell’attuale format della Liberty Media”.

Vorobyey ha inoltre aggiunto: “Prima si dovrebbero esaminare gli attuali accordi di Miami. Se i promoter hanno delle disposizioni speciali, allora sarebbe ragionevole discutere di eventuali miglioramenti alle condizioni contrattuali delle altre gare, ma al momento è assolutamente inutile discutere di questo: preoccuparsi non ha senso, perché il GP di Miami non fa parte del calendario della F1”.

Immagine in evidenza: © Red Bull Racing - Twitter Page



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