Dragon Speed valuta un impegno part time in IndyCar nel 2019
Elton Julian sta lavorando per portare la sua squadra nel campionato americano già nella prossima stagione




10 luglio 2018 - 19:48

L’arrivo dello universal bodywork e il futuro ingresso di motori V6 molto semplici, ma estremamente potenti, hanno contribuito a riaccendere l’interesse degli investitori verso la Verizon IndyCar Series. La categoria americana quest’anno ha aperto le porte a nuove squadre, in controtendenza rispetto alle stagioni precedenti contrassegnate dagli abbandoni e da crisi di budget.

 

 

La IndyCar ha già ricevuto alcune proposte da potenziali nuovi team in vista del 2019. Uno degli ultimi a esprimere forte interesse per la serie è stato Elton Julian. Il patron della Dragon Speed, che ha vinto la ELMS riservata alle monoposto LMP2 nel 2017, è intenzionato a portare la sua compagine nel campionato a stelle e strisce nella prossima stagione. Secondo le indiscrezioni filtrate dall’America, l’impegno auspicato da Dragon Speed prevede un coinvolgimento iniziale in IndyCar come team part-timer. Le gare a cui vorrebbe partecipare il team di Julian sono: St.Petersburg, Long Beach, GP di Indianapolis, 500 Miglia di Indianapolis, Road America, Portland e Sonoma, che negli ultimi anni ha ospitato il round conclusivo della stagione.

 

 

“La voglia di portare il Dragon Speed in IndyCar nasce dal campionato stesso, e dalla gloria che riceve chi vince – ha dichiarato Julian a Racer.com – E’ un passo in avanti per noi, anche rispetto alla LMP1. Voglio che il mio team continui a crescere, e la IndyCar  può davvero essere la serie che fa al caso nostro. A meno che non ci supporti un imprenditore miliardario, la Formula 1 è una categoria irraggiungibile. Tolta quella, la serie più attraente è la IndyCar. Possiamo decidere noi se entrarvi o meno. Ho uno staff fantastico, che sono sicuro farebbe bene anche in IndyCar. Parliamo di ingegneri che hanno vinto titoli con la Williams. La IndyCar ci dà più garanzie di libertà tecnica rispetto alla LMP1. Noi siamo pronti a impegnarci seriamente. Siamo pronti a volare ovunque per correre: entrare in IndyCar è un approdo naturale. Sto lavorando duramente per esserci già l’anno prossimo. Una volta raggiunto l’accordo con un costruttore di motori, tutto verrà con più facilità”.

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