Gara pazza a Shanghai! Vince Ricciardo, “kamikaze” Verstappen ferma Vettel
Red Bull dà scacco a Ferrari e Mercedes sul piano delle strategie e l'australiano non si è fatto pregare. Disastroso il suo compagno di squadra, che sperona la Ferrari




GP Cina
15 aprile 2018 - 9:45

Daniel Ricciardo mette la sua firma sull’ennesima gara superlativa della sua carriera e trionfa per la sesta volta grazie a una super strategia della Red Bull. Il pilota australiano ha sfruttato alla perfezione un set nuovo di gomme Soft montate in regime di Safety Car e con una serie di sorpassi magistrali è riuscito a portarsi in testa e a controllare agilmente su Valtteri Bottas.

Anche il finlandese della Mercedes è stato autore di una prestazione da incorniciare, dimostrandosi per il secondo weekend consecutivo all’altezza del blasonato compagno di squadra. Il numero 77 ha sfruttato in maniera perfetta l’undercut preparato dalla scuderia di Brackley e, grazie anche a un pit stop perfetto degli uomini Mercedes, è riuscito a sopravanzare la Ferrari di Sebastian Vettel che fino al 19° giro guidava la gara con tre secondi e mezzo di margine.

Bottas, però, è stato sfortunato nel momento in cui Charlie Whiting ha chiamato in causa la Safety Car per via dei detriti lasciati in traiettoria dalle due Toro Rosso di Gasly e Hartley (entrate in collisione al tornantino, ndr) ed è stato letteralmente risucchiato dalla strategia della Red Bull, l’unica a richiamare i suoi piloti per il cambio gomme.

Terzo posto per Kimi Raikkonen, che riesce in qualche modo a mettere una pezza alla gara fallimentare della Ferrari, completamente in bambola dopo l’ottima qualifica. Il finlandese è stato autore di un buono spunto alla partenza, riuscendo quasi ad affiancare Vettel, ma il tedesco gli ha letteralmente chiuso la porta in faccia spedendolo al quarto posto dietro Bottas e Verstappen. Il muretto box della Rossa ha poi deciso di sacrificarlo per cercare di dare una mano a Sebastian nel tentativo di riprendere la posizione persa al pit stop sulla Mercedes.

L’arrivo della Safety Car ha poi riaperto la gara di Kimi, che però è mancato negli ultimi giri quando non è riuscito a conquistare la posizione sulla Freccia d’Argento numero 77, che montava gomme con 10 giri in più sulle spalle.

Gara completamente da dimenticare per Sebastian Vettel, che non riesce ad andare oltre l’ottavo posto. Dopo aver perso, come detto, la leadership della corsa su Bottas, il quattro volte campione del mondo ha subito la rimonta delle Red Bull ed è stato vittima dell’ennesimo contatto con Max Verstappen al tornante, che ha azzardato un sorpasso impossibile e ha mandato entrambe le monoposto in testacoda.

Vettel ha riportato dei danni importanti sulla sua SF71H che gli ha fatto perdere tanto terreno subendo anche i sorpassi della Renault di Nico Hulkenberg e della McLaren di Fernando Alonso (quest’ultimo un po’ al limite, ma giudicato regolare dalla Direzione Gara, ndr), mentre l’olandese ha chiuso quinto nonostante una penalità di tempo di 10 secondi.

Non pervenuto, invece, Lewis Hamilton, che comunque limita i danni con il quarto posto e recupera punti importanti in campionato su Vettel. Il campione del mondo in carica ha lottato con la sua macchina e con le gomme dal primo all’ultimo giro, subendo come un debuttante qualunque i sorpassi di entrambe le Red Bull in punti diversi del tracciato senza neppure cercare di difendere la posizione. Come in Bahrain, l’inglese ha preso lezioni dal suo compagno di squadra, dato già per spacciato nel confronto dopo l’esordio stagionale in Australia.

Carlos Sainz (Renault) e Kevin Magnussen (Haas) hanno poi completato la Top 10, con lo spagnolo che ha cercato nell’ultimo giro il sorpasso su Vettel senza però riuscirci. Ocon e Perez, invece, hanno gettato alle ortiche un’ottima possibilità di punti per la Force India di andare di nuovo a punti dopo Sakhir ostacolandosi a vicenda al primo giro.

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