Green Flag – La GP2 è ancora il vero trampolino di lancio verso la F1?
22 Dicembre 2016 - 10:00
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L'analisi degli ultimi anni di un campionato, partito come serie cadetta della F1, che via via viene sempre più trascurata e non premia i migliori

Da diversi anni la GP2 sembra aver perso il suo vero valore, ovvero quello di essere la categoria cadetta della Formula 1, con lo scopo di preparare i giovani piloti all’approdo alla serie superiore. Essendo una sorta di Serie B, parlando in termini calcistici, il vincitore quanto meno dovrebbe avere una chance di entrare in F1 l’anno successivo, data anche l’impossibilità dello stesso di poter partecipare (come da regolamento, ndr) nella stagione seguente. Nei primi anni questa tendenza è stata rispettata, con l’unica eccezione di Giorgio Pantano nel 2008, il quale però aveva già corso in F1 nel 2004 con la Jordan. Il transito da GP2 a F1 è stato rispettato fino al 2011 con Romain Grosjean, ultimo campione ad essere passato nella massima serie l’anno successivo al trionfo mondiale.

Dal 2012 “essere vincente” non è più sinonimo di “essere un futuro pilota di F1”. Davide Valsecchi, Fabio Leimer, Jolyon Palmer, Stoffel Vandoorne e Pierre Gasly sono i nomi dei piloti senza sedile l’anno dopo la vittoria. Alcuni, sono poi riusciti a trovare un posto, come Palmer vincente nel 2014 ed esordiente nel 2016 con Renault e Vandoorne vincente nel 2015 con una gara all’attivo nel 2016 ed esordiente ufficiale solo nel 2017 con McLaren. Tutti gli altri sono stati costretti a ripiegare su altre scelte, come rappresentato nella seguente tabella.

2012 – Davide Valsecchi: Campionati GT e commentatore Sky Sport F1
2013 – Fabio Leimer: Pilota FIA WEC LMP2
2014 – Jolyon Palmer: Esordiente in F1 con Renault nel 2016
2015 – Stoffel Vandoorne: Esordiente ufficiale in F1 con McLaren nel 2017, una gara in F1 nel 2016
2016 – Pierre Gasly: Super Formula giapponese

Nelle ultime quattro stagioni la tendenza è stata quella di vedere la promozione di piloti che non hanno occupato spesso posizioni di vertice, o addirittura drivers provenienti da altre categorie. Nelle tabelle vediamo in particolare la provenienza dei nuovi piloti di F1 negli ultimi anni.

2013
Esteban Gutierrez – 3° in GP2 nel 2012 [4 vittorie e 9 podi in 41 gare]
Valtteri Bottas – Campione di GP3 nel 2011
Giedo van der Garde – 6° in GP2 nel 2012 [5 vittorie e 17 podi in 82 gare]
Jules Bianchi – 3° in GP2 nel 2010 e 2011 [1 vittoria e 10 podi in 38 gare] e 2° in Formula Renault nel 2012
Max Chilton – 4° in GP2 nel 2012 [2 vittorie e 4 podi in 62 gare]

2014
Marcus Ericsson – 4° in GP2 nel 2013 [3 vittorie e 13 podi in 84 gare]
Alexander Rossi – 9° in GP2 nel 2013 [4 vittorie e 11 podi in 48 gare]
Kevin Magnussen – Campione di Formula Renault nel 2013
Daniil Kvyat – Campione di GP3 nel 2013

2015
Roberto Merhi – 3° in Formula Renault nel 2014
Felipe Nasr – 3° in GP2 nel 2014 [4 vittorie e 20 podi in 68 gare]
Max Verstappen – 3° in Formula 3 nel 2014
Carlos Sainz Jr. – Campione in Formula Renault nel 2014

2016
Rio Haryanto – 4° in GP2 nel 2015 [3 vittorie e 7 podi in 90 gare]
Esteban Ocon – Campione in GP3 nel 2015
Pascal Wehrlein – Campione in DTM nel 2015
Jolyon Palmer – Campione in GP2 nel 2014 [7 vittorie e 18 podi in 68 gare]

2017
Stoffel Vandoorne – Campione in GP2 nel 2015 [11 vittorie e 25 podi in 43 gare]
Lance Stroll – Campione in Formula 3 nel 2015

Dei 19 piloti esordienti nelle ultime cinque stagioni di F1 (compresa la prossima), solo 10 di questi provengono dalla GP2 di cui 2 sono campioni arrivati con un anno di ritardo e 3 hanno concluso su uno dei gradini del podio della classifica. Gli altri 9, invece, in principio provenivano dalla Formula Renault che si potrebbe considerare l’antagonista della GP2, mentre tanti altri addirittura da campionati di uno step inferiore (come la GP3 e la Formula 3) oppure da altri tipi di categorie (vedi il DTM). Bisogna sottolineare inoltre che tra i 13 piloti che hanno occupato uno dei tre gradini del podio nella classifica finale delle ultime 5 stagioni di GP2, solo 4 di questi hanno avuto la possibilità di poter sbarcare in F1, mentre altri o continuano a correre nella stessa categoria o sono emigrati verso altri lidi.

Il tentativo di Bruno Michel, patron della GP2, di continuare a far realizzare vetture più simili a quelle della F1 però potrebbe non pagare. Nel 2018 le nuove vetture avranno motori V6 turbo, ma a differenza della massima serie non saranno ibridi perché farebbe impennare i costi. Inoltre non dovrebbero apparire nemmeno le gomme più larghe, previste invece dal regolamento F1 2017. L’evoluzione è un bene perché è parte del motorsport, ma a questo punto ha ancora un senso cercare di far somigliare il più possibile una GP2 ad una F1 se poi i piloti che le guidano faticano ad arrivarci? La serie cadetta rischia di diventare una palestra di sognatori, sia perché sembra che la F1 punti sempre a piloti giovanissimi (18-20 anni) mentre quelli di GP2 sono già più vecchi di questi ultimi, sia perché talvolta si preferiscono drivers provenienti da campionati antagonisti oppure minori o addirittura di altra specie. Nei prossimi anni ci sarà un’inversione di tendenza, oppure la GP2 finirà per essere un mero campionato di contorno alla Formula 1?



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