Il sogno di Wehrlein si spegne a un passo dal traguardo. Di Grassi torna al successo




ePrix Città del Messico 2019
17 Febbraio 2019 - 11:07

Sembrava poter essere il week-end perfetto per Pascal Wehrlein che aveva conquistato la pole position, stava conducendo la gara dal primo giro, era autore del giro veloce e stava per transitare sul traguardo per primo, per la prima volta in carriera, con tanto di leadership in campionato conseguente. Tutto questo però è rimasto solo un sogno per il tedesco di Mahindra che ha visto soffiare il suo primo successo in carriera a una manciata di metri dalla bandiera a scacchi. L’energia residua pari a zero non ha permesso al rookie di conquistare il primo trionfo in Formula E alla sua terza gara, rinviando i sogni di gloria almeno di qualche settimana.

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A conquistare il primo posto all’ePrix di Città del Messico è stato Lucas Di Grassi che, partito dal secondo posto, aveva perso la momentanea piazza d’onore in partenza salvo riconquistarla nel finale beffando Oliver Rowland grazie al sapiente utilizzo dell’Attack Mode. Il brasiliano conquista un successo ormai insperato, ma va a confermare il fatto che le gare non sono finite fino a quando non si transita sotto la bandiera a scacchi. Per il pilota di Audi, che torna sul gradino più alto del podio dopo quattro gare di astinenza, è la seconda vittoria sul tracciato dedicato ai fratelli Rodriguez, mentre per quanto riguarda il costruttore di Ingolstadt questa è la terza consecutiva. Con Di Grassi e Audi si giunge così al quarto vincitore diverso (sia pilota che costruttore, ndr) nelle prime quattro gare della stagione, il quinto consecutivo se consideriamo anche la vittoria di Vergne su Techeetah nell’ultima gara delle Gen1.

Di Grassi è quindi transitato sul traguardo al primo posto con un vantaggio di appena 210 millesimi su Pascal Wehrlein. Il brasiliano scalpitava alle spalle del tedesco da diversi giri, tentando dapprima il sorpasso in curva 1, quindi all’ultimo giro un attacco alla prima chicane che ha portato il pilota Mahindra a tagliarla. Questo salto di curva ha costretto la direzione gara a infliggere cinque secondi di penalità all’ex portacolori di Sauber che si è quindi ritrovato con una sesta posizione finale. Oltre il danno pure la beffa, verrebbe da dire. E’ quindi Antonio Felix da Costa a ereditare il secondo posto. Il portoghese, che ha tagliato il traguardo a meno di mezzo secondo dal brasiliano, torna così sul podio dopo il doppio ritiro di Marrakech e Santiago. E’ il nostro Edoardo Mortara a chiudere il podio. Una gara decisa, anche se passata in sordina dalle grandi lotte intorno a lui. Sorpasso dopo sorpasso l’italo-svizzero è riuscito a portarsi a casa il secondo podio in carriera dopo il secondo posto conquistato in Gara 2 a Hong Kong la passata stagione.

Il gruppetto racchiuso in poche manciate di decimi continua con Jerome D’Ambrosio quarto sotto la bandiera a scacchi. Questo risultato gli permette di riprendersi la leadership in campionato dopo averla persa in Cile. Dietro di lui un aggressivo André Lotterer, partito da centro gruppo, è riuscito a ritagliarsi il suo spazio giungendo quinto tra incidenti ed errori altrui. I primi cinque (sei se contiamo anche Wehrlein senza penalità, ndr) sono tutti racchiusi in nemmeno due secondi. Questo ne fa dell’ePrix di Città del Messico, la gara di Formula E con i distacchi più ravvicinati della storia.

Ottima anche la gara di Mitch Evans, che così come Lotteter, partiva da posizioni favorevoli. Il neozelandese scattava addirittura dalla terz’ultima fila. Una rimonta costruita principalmente nella metà finale della corsa gli ha permesso di tagliare il traguardo al settimo posto. Non è stata una buona gara quella di Felipe Massa che partiva dalla terza posizione in griglia. Il brasiliano ha subito perso diverse posizioni scivolando al sesto posto dopo poche centinaia di metri dal via. Ha mantenuto questa posizione per oltre metà gara fino a quando non è arrivato l’esercito dalle retrovie, partendo da Lotterer per proseguire con il team-mate Mortara e quindi Evans. Ad un passo dall’esclusione dalla zona punti, è stato graziato dal suicidio delle Nissan e-Dams. Sam Bird e Daniel Abt, entrambi al via dall’ultima fila, chiudono la zona punti. Una magra consolazione se si considera che a pochi minuti dalla bandiera a scacchi erano ben distanti dalla decima posizione.

Ennesimo week-end da dimenticare per Jean-Eric Vergne che per oltre metà gara è rimasto stabilmente in lotta per la conquista dei punti. A 17 minuti dalla fine, però, all’interno dello stadio è stato colpito da Mitch Evans, il quale gli ha fatto perdere ben 7 posizioni, relegando il francese al 17° posto. Per il campione del mondo in carica un’altra gara a quota zero che lo porta ora ad avere un ritardo di 25 punti dalla vetta della classifica.

José Maria Lopez e Stoffel Vandoorne sono stati protagonisti in negativo di questa gara messicana per aver ricevuto, continuamente, penalità dalla direzione gara. L’argentino è stato dapprima penalizzato con un Drive Through per aver utilizzato troppa energia in fase di regen, quindi 10 secondi per aver superato la velocità limite in pit-lane e infine ulteriori 5 secondi per aver tagliato la linea di rientro in pit-lane. Per il belga della HWA, invece è arrivato un Drive Through per aver utilizzato il Fan Boost prima di metà gara e 5 secondi per aver utilizzato più di 25kW permessi dal Fan Boost stesso.

Protagonista in negativo di Mexico City è stato Nelson Piquet Jr, il quale è stato autore di un’incidente al quinto giro. Il pilota brasiliano ha sbagliato il punto di frenata della seconda chicane (quella della Peraltada, ndr) planando sopra la Techeetah di Vergne e quindi colpendo il posteriore della BMW di Alexander Sims (14° al traguardo). La Jaguar ha quindi tagliato la chicane adagiandosi contro le barriere dell’ultima curva. Dapprima i commissari hanno deciso di mandare in pista la Safety Car, ma subito dopo è stata esposta la bandiera rossa per quasi mezz’ora, al fine di ripristinare i danni creati dal campione della Season One.

Come detto in precedenza, in casa Nissan si è assistito ad un vero e proprio suicidio. Oliver Rowland e Sebastien Buemi occupavano, all’inizio dell’ultimo giro, la terza e la quarta posizione rispettivamente, le quali avrebbero permesso un buon balzo in avanti in classifica al costruttore giapponese. I due però sono rimasti senza energia nelle loro IM01 prima ancora di Wehrlein. Buemi ha iniziato a perdere posizioni poco dopo curva 1, mentre Rowland è stato costretto a rallentare a poche curve dal traguardo.

Dopo il quarto appuntamento stagionale la classifica piloti vede nuovamente Jerome D’Ambrosio in vetta con 53 punti seguito da Antonio Felix Da Costa a 46. Sam Bird perde due posizioni, ma resta agganciato al pilota BMW con 45 lunghezze. Più staccato il vincitore di ieri Lucas di Grassi a quota 34, quindi Pascal Wehrlein al quinto posto con 30 punti. In classifica costruttori Mahindra ritorna al comando con 83 punti, 10 in più della Virgin. Sale al terzo posto la BMW con 64 punti, mentre scende al quarto la Techeetah. Per il team cinese 57 punti, uno in più di Audi. La Formula E tornerà in pista tra tre settimane per l’ePrix di Hong Kong.

Immagine in evidenza: © Audi Sport Formula E - Twitter Page

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