Marchionne: “Alfa Romeo in IndyCar? Ci stiamo pensando”
20 Gennaio 2018 - 9:53
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Il Presidente della Ferrari rilancia la possibilità di rivedere il marchio del Biscione nelle competizioni americane

La IndyCar è alla ricerca di un terzo motorista da affiancare a Honda Chevrolet, partner consolidati della serie. La scelta di semplificare le regole in materia di aerodinamica, con l’introduzione di un kit universale prodotto dalla Dallara e l’abolizione degli aerokit prodotti dai motoristi, ha portato a una diminuzione dei costi e produrrà un livellamento delle prestazioni. L’unico elemento differente fra alcuni team sarà il motore, che tornerà ad avere un ruolo decisivo per conquistare il successo in IndyCar. Una situazione ideale per aprire le porte a nuovi costruttori, ora più interessati che mai a un impegno in IndyCar, vista la ritrovata importanza dell’elemento motore nella categoria.

Negli ultimi mesi Jay Frye, presidente della operazioni in pista della IndyCar, ha parlato molto riguardo alle trattative avute con diversi costruttori interessati a entrare nel panorama del motorsport americano. Frye ha avuto diversi meeting con tante case automobilistiche, ma per motivi di riservatezza non ha mai rivelato nomi e personaggi coinvolti nelle trattative con la IndyCar. Negli ultimi giorni Sergio Marchionne, presidente della Ferrari e del gruppo FCA, ha però sciolto ogni riserva e ha ammesso l’interesse riguardo a un possibile ritorno dell’Alfa Romeo in IndyCar.

 

 

“Un ingresso in IndyCar dell’Alfa Romeo? Abbiamo la tradizione per farlo e ci stiamo pensando – ha rivelato Marchionne, citato da Motorsport Total, a margine del North American International Auto Show di Detroit, evento nel quale è stata presentata la monoposto della IndyCar con la configurazione aerodinamica 2018 –  Ritengo che Giampaolo Dallara sia un grandissimo. E’ il più bravo ingegnere italiano in circolazione”.

Jay Frye ha accolto con grande entusiasmo le parole del presidente della Ferrari“E’ incoraggiante che una persona così influente menzioni la IndyCar con questo interesse. Siamo andati in uno roadshow in Europa a fine stagione, per spiegare cosa stiamo facendo e quali sono le nostre linee guida per il futuro. Abbiamo incontrato diversi costruttori. Il nostro piano quinquennale sui motori e l’introduzione del nuovo kit aerodinamico in IndyCar è stato salutato con favore da tutti quanti. Abbiamo parlato con diversi costruttori, e l’interesse verso la serie è alto. Anche le case che hanno già lanciato altri programmi sono rimaste colpite dai nostri progetti. Ci sono stati dei meeting successivi, e ci hanno chiesto altri incontri, il ché è positivo. Al momento però non c’è nulla di imminente. Il momento in cui arriverà un nuovo costruttore di motori nella serie sarà probabilmente il 2020 o 2021”.