Non solo power unit: team spaventati dal degrado gomme e dal brake-by-wire
04 Marzo 2014 - 15:36
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In queste settimane non si è fatto altro che parlare dei nuovi motori V6 Turbo in F1 e di come sia importante renderli affidabili entro l’inizio di stagione. Tuttavia, gli ultimi test in Bahrain hanno mostrato alle squadre che ci sono anche altri temi sui quali focalizzarsi. In primis, manco a dirlo, il consumo delle gomme. Gli pneumatici 2014 hanno mescole più dure rispetto a quelli della passata stagione, e garantiscono una durata migliore, oltre ad una minore perdita di murbles lungo la pista. C’è però da dire che la curva di degrado non è uguale per tutte le squadre: Lewis Hamilton, ad esempio, dopo Jerez aveva specificato che la sua Mercedes aveva ancora dei problemi di surriscaldamento alle gomme posteriori, problema non riscontrato invece dalla Williams e dalla McLaren. Inoltre, quest’anno non assisteremo tanto a un degrado fisico della gof1testbahrain11_25761_immagine_ts673_400mma, ma piuttosto ad un degrado termico, e Paul Hembery ha sottolineato che con le vetture 2014 è molto difficile riportare le gomme in temperatura dopo un’uscita di pista o dopo l’ingresso della safety car.

Un altro problema emerso a Jerez e Sakhir è il brake-by-wire, il controllo elettronico della frenata al posteriore, che su alcune vetture (vedi Vettel) ha creato più di un grattacapo. Button ha detto che trovare il giusto bilanciamento dell’impianto frenante è molto difficile, e basta pochissimo per arrivare al bloccaggio anche delle gomme posteriori, compromettendo irrimediabilmente lo stato di forma degli pneumatici e la trazione in uscita curva.