Pagelle 24h Le Mans 2017: Tante difficoltà tra i big, strepitose le LMP2
20 Giugno 2017 - 19:35
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24h Le Mans 2017
Uno speciale inedito con i voti ai protagonisti dell'edizione n.85 della 24 ore di Le Mans

Porsche 9: Clamoroso! Un costruttore vince la 24 Ore e non prende il massimo dei voti! E’ vero, infatti la casa di Stoccarda non può meritare in pieno prima di tutto perché la prima delle 919 Hybrid in qualifica ha rimediato 2.5 secondi dalla pole position, nonostante sia partita in terza posizione, quindi perché nonostante la #1 (Jani-Tandy-Lotterer) abbia condotto mezza gara girando sui tempi di una LMP2 non sia riuscita ad arrivare al traguardo. Il voto alto è dovuto alla vittoria della #2 (Bamber-Bernhard-Hartely), la quale comunque è stata la prima a soffrire problemi di affidabilità tra le vetture big.

Toyota 4: La casa giapponese non merita una sufficienza nonostante il giro monstre di Kobayashi (10 senza lode per la svista ai box con Capillaire) in qualifica e il dominio della stessa TS050 nella prima metà della gara. Con quanto visto fino alla decima ora il marchio nipponico meriterebbe un dieci e lode. Il 4 è dovuto alla debacle avuta nel giro di un’ora, che va a cancellare quanto di buono era stato fatto fino a quel momento. Una vettura tanto complicata non ha permesso ai meccanici di riparare in tempi rapidi il problema avuto sulla #8 costringendola a correre per più di 12 ore da sola. Inoltre il 4 è frutto anche del doppio ritiro avuto in 15 minuti che può essere ricondotto anche ad una cattiva gestione della situazione nel team. Prima non è riuscita a controllare i problemi di Kobayashi con i continui stop-and-go mandando il pilota nel caos, poi non è riuscita ad imporre la calma a Lapierre che nel tentativo di tornare ai box con eccessiva foga, dopo la foratura, ha finito per parcheggiare la sua TS050 a poche centinaia di metri dal suo garage. Speriamo che almeno il prossimo anno possa andare meglio degli ultimi due…

Jackie Chan Racing 10 e lode: Un team di LMP2 che per la prima volta porta la “nuova” classe cadetta sul podio di Le Mans e lo fa addirittura con due vetture. In più la #38 dei vincitori di classe (Laurent-Tung-Jarvis) è stata addirittura leader della classifica assoluta. Ad aggiungere il tocco magico c’è da aggiungere che per il team cinese del noto attore questa è stata anche la prima partecipazione alla grande classica francese. Cosa si può volere di più?

Vaillante Rebellion 7.5Gara dalla doppia faccia per il team svizzero ex-LMP1. Se nella prima fase sembravano essere le due favorite per la vittoria finale di classe, lasciando solo piccoli sprazzi di gioia al team avversario, nella seconda parte c’è stata una caduta libera. La #13 (Piquet-Beche-DHH) e la #31 (Prost-Senna-Canal) hanno fatto impazzire i meccanici a turno con tanti problemi che li hanno portati dal doppio podio quasi sicuro, al terzo posto in quello generale, il quale è stato tolto per una squalifica abbastanza discutibile. Nota aggiuntiva: Piquet poteva risparmiarsi il tamponamento alla curva Dunlop nelle fasi finali della gara.

Signatech Alpine 6: Gara in cui raramente è stata tra le protagoniste, è però stata sempre all’agguato per sfruttare i problemi della più sfortunata Rebellion. Una condotta di gara solida sia per la #35 (Panciatici-Ragues-Negrao) sia per la #36 (Dumas-Menezes-Rao) ha permesso al team di raggiungere il terzo posto in LMP2 con la prima e di portare entrambe le Alpine nella top 10 in classifica assoluta.

Villorba Corse 8: Il Made in Italy a Le Mans risponde al loro nome. Telaio Dallara, team tutto italiano, piloti compresi (Sernagiotto-Belicchi-Lacorte), riesce ad ottenere un nono posto di tutto rispetto nella classifica generale della gara, che per il team è stata la prima comparsa nella gara endurance francese. Inoltre la loro è anche la prima Dallara P217 al traguardo, quindi ancora più riconoscimento alla sorpresa più grande di questo evento. Un buon punto di partenza per questo progetto triennale che speriamo possa regalare emozioni ancora più grandi al futuro prossimo.

Dallara 8: Il costruttore parmense torna a Le Mans dopo tanti anni e lo fa fornendo la nuova P217 a tre team. Ottiene il già citato 9° posto con Villorba Corse, un 13° con il Racing Team Nederlands (quello di Barrichello, 7) e un 33° con SMP Racing che però ogni tanto si è perso nel corso della gara. Per essere la prima 24 ore per questa vettura e per non aver avuto gli stessi riscontri tra simulatore e pista, questo non può che essere un risultato più che eccellente per la vettura di Giampaolo Dallara.

Matthieu Vaxiviere e Roman Rusinov 0: Se il primo è alle prime armi con la 24h e soprattutto con le corse su prototipo, il secondo di esperienza ne ha da vendere. Entrambi buttano via una gara nelle prime fasi, mentre si apprestavano a doppiare delle vetture GT che sono state spedite prontamente contro i guard rail. Incidenti evitabili data la durata della corsa, portano a buttare via tanto lavoro per una gara così importante per eccesso di foga. La prossima volta andate con calma, che nessuno vi corre dietro!

Aston Martin 10: Ha preso la pole position in entrambe le gare con abbastanza facilità. Ha comandato sia la gara in GTE Pro, sia quella in GTE Am lasciando agli avversari poco spazio. Ha trionfato nella classe dei professionisti grazie alla calma di Adam nelle fasi finali. Purtroppo un problema ha negato il doppio trionfo in entrambe le classi.

Ford 7: A differenza dello scorso anno non hanno dominato anche se hanno continuato a fare i furbetti. La casa dell’ovale blu però si conferma costate e ancora una volta riesce a concludere la gara nelle prime posizioni anche se questa volta solo con una delle quattro vetture. Le altre tre sono disperse per Le Mans, questo porta ad un voto tanto basso, perché un secondo posto non può da solo riparare a un 6°, un 7° e un 10°.

Corvette 8: Buona la condotta di gara. Un po’ di sfortuna non ha permesso un piazzamento top per entrambe le vetture e una di queste si è giocata la vittoria fino all’ultimo giro. Per colpa di Jordan Taylor  (5 solo per quanto fatto alla fine), troppo frettoloso e impaziente, la vettura della Chevrolet ha dovuto cedere sia la vittoria che il secondo posto, ad una 20 di km dal traguardo.

Porsche 7.5: La nuova 911 GTE RSR riesce a mostrare il grosso passo in avanti fatto dalla casa di Stoccarda, dopo aver mandato in pensione la vecchia versione. Buona la condotta di gara di entrambe le vetture (una delle quali ha dovuto poi abbandonare i giochi). E’ mancato qualche spunto per potersela giocare fino alla fine con i tre costruttori a podio, ma comunque la corsa si conferma eccellente.

Ferrari 6 di incoraggiamento: Anche in questo caso un voto dettato da diversi fattori. Una qualifica da per aver piazzato le due 488, in deficit per colpa del Balance of Performance, nelle prime due file di classe, entrambe a meno di 3 decimi dalla pole position. In gara crisi fin dai primi metri con le due vetture di Maranello crollate in fondo. Qualche sprazzo in vetta alla classifica, salvo poi tornare in un anonimo centro gruppo. Per fortuna la tripletta in classe GTE Am (10) risolleva il morale del Cavallino Rampante.

Bonus ed Extra

Balance of Performance 5: Una via di mezzo tra il 10 per aver permesso a tutti e cinque i costruttori in classe GTE Pro di darsi continua battaglia per 24 ore e lo zero per aver praticamente ammazzato le prestazioni di vetture più competitive (vedi le Ferrari di AF Corse) che si sono ritrovate in grave difficoltà nonostante la disponibilità di una delle migliori vetture del lotto.

Chase Carey 10 e lode: Dopo decenni in cui Bernie Ecclestone ha fatto di tutto per far morire l’endurance, prima facendo naufragare il Campionato del Mondo Prototipi negli anni ’90 (dopo averne preso il comando, ndr) poi costringendo a far disputare un anonimo GP d’Azerbaijan 2016 in contemporanea con la 24h (per evitare a piloti tipo Hulkenberg di correre a Le Mans), il nuovo boss della Formula 1 ha dato l’ennesima conferma dell’apertura degli americani al motorsport, dopo aver permesso ad Alonso di saltare una gara per partecipare alla Indy 500.