Pagelle Assen | Vinales e Rossi come Jekyll e Hyde. Marquez “becomes human”, Ducati: “fallout”
02 Luglio 2019 - 13:00
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GP Olanda




MAVERICK VINALES, 10 e lode – Se solo riuscisse ad essere più metodico, a non gettarsi a capofitto in dichiarazioni affrettate e che mutano dal giorno alla notte; se solo riuscisse a sbloccare il trofeo “Costanza“, questo giovane talento si sarebbe messo in tasca ben molte più soddisfazioni. Oggi, Il Jekyll della Yamaha. Per il momento, quando è in giornata, ce lo godiamo così: rapido, fluido, aggressivo e cazzuto.

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MARC MARQUEZ, 8 – “Com’è umano lei“. Paolo Villaggio ci fornisce un assist al bacio per descrivere il weekend del buon Cabroncito. In questa stagione, il #93 ci ha abituato a dominare sin dal venerdì. In Olanda, invece, dal venerdì ha cominciato a soffrire. Bravo (o fortunato, che dir si voglia) a capitalizzare per l’ennesima volta, chiudendo 2° e allungando in testa al campionato.

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FABIO QUARTARARO, 9 – Ammettetelo: avrete avuto tutti uno, o due, attimi di panico, o di stupore, perlomeno, nel veder scuotere, in pieno rettilineo, a velocità spaziali, la M1 del povero Fabio. Malconcio (con un braccio ancora sofferente post-operazione), in evidente inferiorità tecnica, a quota 2 podi e 3 pole position (di cui quella ad Assen è sicuramente la più “orgasmante“) nella stagione d’esordio. Con soli 7 mesi in più del sottoscritto (*piange in un angolo*). Merita tanti chapeau quante sono le virgole di questo paragrafo.

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ANDREA DOVIZIOSO, 6 – Il 6 dato ad Andrea sa molto di quel voto di carità, elargito da un professore di fronte ad una pagella critica ed indirizzata a gonfie vele verso la bocciatura. I 14 secondi incassati a fine gara sono un’enormità, specie se presi su una Ducati che è lontana parente di quella che “non chiude le curve“. Gli va riconosciuto almeno il merito di essere la prima delle rosse, e di aver perso “solo” 7 punti da Marquez. Troppo poco, però, se si vuol lottare per l’Iride. Occhi aperti, quindi.

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FRANCO MORBIDELLI, 7.5 – Il confronto con il baby compagno di squadra è sempre più ingombrante, ma finalmente Morbido sembra aver capito che questo dev’essere uno stimolo, non una condanna. La buona strada è stata imboccata.

DANILO PETRUCCI, 5.5 – La situazione è la medesima di Dovizioso. Il mezzo punto in meno scaturisce semplicemente dalle due posizioni di ritardo. Può comunque consolarsi con il rinnovo, che sembra essere davvero ad un passo.

CAL CRUTCHLOW, 6.5 – “Far far away” da quel combattente inglese che, a metà del 2016, aveva deciso di uscire dal bozzolo e trasformarsi in campione. La RC213-V 2019 è una moto “ingarbugliata“, ma il buon Cal non sembra metterci granché di mordente.

JOAN MIR, 7.5 – Vederlo secondo, nelle prime fasi di gara, ha fatto barcamenare il mio cervello tra un “are you serious?” ed un “c’erano mica bacche allucinogene nella pasta al forno?“. Ripresomi dal viaggione, ho constatato con grande piacere quanti progressi abbia fatto il ragazzo tutto gomiti a terra e busto fuori. Prossimo passo: salvare le gomme sul finale.

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JACK MILLER, 5 – Prestazione ampiamente sottotono dal candidato più “rumoroso” al team ufficiale.

ANDREA IANNONE, 7 – Il 7 del “bad guy” del motomondiale tiene conto anche dell’ottimo weekend. Il 6° posto ottenuto nelle FP2 era reale, non un errore della Dorna! Onore a lui per aver riportato l’Aprilia nei primi 10, e per aver portato a termine un weekend degno del suo talento. Augurandoci che non sia la solita rondine che non fa primavera.

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POL ESPARGARO, 6.5 – Perennemente miglior KTM del lotto, ad Assen è parso meno concreto del solito. Merito per aver centrato la Q2, compito ultimamente diventato assai arduo per tutti.

ALEIX ESPARGARO, 7 – La gara di Aleix è un inno al coraggio ed alla stoicità. Nulla da rimpiangere ad un pilota “dotato” di femore rotto e di un legamento collaterale leso.

MIGUEL OLIVEIRA, 6 – Giunge appaiato ad Espargaro e vince il duello interno con Syahrin. Ma di poco, pochissimo. Il che dimostra una leggera inflessione del portoghese.

FRANCESCO BAGNAIA, 6 – Al termine della gara non trova solo una sufficienza piena e 2 punti, ma anche, finalmente, la bandiera a scacchi. Una chimera per un pilota tanto talentuoso, tanto “rolling” in questo inizio di stagione.

HAFIZH SYAHRIN, 6.5 – Dopo un avvio a dir poco tremendo, chiude a soli 3 decimi dal compagno di team. Una bella iniezione di fiducia.

TITO RABAT, 4.5 – Stagione davvero tanto difficile per Tito, in odore di SBK per conto di Kawasaki. Che sia l’occasione della vita?

KAREL ABRAHAM, 4 – Peccato, perché aveva anche mostrato segnali incoraggianti.

(NC) JOHANN ZARCO, 4 – “Ricominciaamoooo“: unico leitmotiv legittimo da inizio stagione.

(NC) TAKAAKI NAKAGAMI, 6.5 – Una discreta prestazione, prima del contatto con il Dottore.

(NC) VALENTINO ROSSI, 4 – La piena insufficienza è categoricamente d’obbligo. Ma non tanto per la caduta che, come nel caso di Lorenzo a Barcellona, ci può stare. A destare preoccupazione, e stupore, è una sorta di perdita di lucidità nell’analizzare le situazioni, e di smalto nel metterci la cosiddetta “pezza“. Certo, le condizioni tecniche hanno sin’ora inficiato pesantemente le aspirazioni di vetta del #46. Quando la moto va, però, è inammissibile che un 9 volte Campione del Mondo si ritrovi impigliato nella scomoda rete della Q1 e nella farraginosa lotta per le posizioni di rincalzo. Oggi, l’Hyde della Yamaha. Urge una tabula rasa, anche tra i componenti della squadra.

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(NC) ALEX RINS, 4.5 – Tutorial: come gettare alle ortiche una prima fila (evento più che mai raro per Rins) scivolando banalmente in curva 11. Avremmo assistito, molto probabilmente, ad un duello con i fiocchi con Vinales per la vittoria. Dopo l’errore di Barcellona, deve necessariamente rinsavire.

 

Immagine in evidenza: © motogp.com



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