Pagelle Berlino EPrix 2019 – La Formula E al suo top con Di Grassi, Buemi e Vergne. Tracollo Paffett, male Massa, malissimo Lotterer
29 Maggio 2019 - 12:01
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ePrix Berlino 2019




Lucas Di Grassi (Audi ABT Schaeffler, 1° posto), voto 10 – Gara perfetta per Lucas che diventa il secondo pilota a vincere due gare nella Season 5 e lo fa con la miglior prestazione stagionale. In pochi giri si porta in testa e da lì in poi non lascia nulla ai suoi avversari dominando la gara fino alla bandiera a scacchi, regalando una gioia alla Audi nel suo ePrix di casa. Ora è secondo in campionato con 6 punti di distacco, e l’impressione è che lui e Vergne saranno i grandi protagonisti di questo finale di Season 5

© Lucas Di Grassi / Official Twitter Page

Sebastien Buemi (Nissan e.Dams, 2° posto), voto 8,5 – Finalmente Seb ottiene il primo podio stagionale, conquistato non senza faticare nonostante una qualifica fantastica conclusa con la pole position. Ma se in qualifica la Nissan si conferma la monoposto migliore del campionato, in gara non è al livello degli avversari, e il sorpasso subito da Di Grassi ne è la conferma. Aggressivo però nel fare a spallate con Da Costa anche con il FanBoost per la seconda posizione sul finale di gara, provando che il buon Seb rimane tutt’ora uno dei piloti più forti del campionato.

© Sebastien Buemi / Official Twitter Page

Jean-Eric Vergne (DS Techeetah, 3° posto), voto 9 – Mattatore assoluto in pista con numerosi sorpassi, JEV sembra essersi messo alle spalle il brutto periodo di inizio stagione e ora è molto più concreto. Vergne è autore di numerosi sorpassi anche grazie all’ottimo utilizzo dell’Attack Mode che lo aiuta nella sua rimonta dal nono al terzo posto finale, che gli consente di mantenere la testa del campionato. Per la prima volta nella storia del campionato il podio di un EPrix è composto da tre piloti che hanno vinto il titolo, a conferma di quanto sia alto il livello di questa stagione.

© DS Techeetah / Official Twitter Page

Antonio Felix Da Costa (BMW i Andretti Motorsport, 4° posto), voto 7,5 – Con furbizia nell’utilizzo dell’Attack Mode si ritrova in seconda posizione e a giocarsi il podio contro Buemi e Vergne, che però lo superano senza farsi troppi problemi. Chiude quarto e in parte si riscatta dopo la squalifica subita a Monaco ed è ancora matematicamente in gioco per il titolo, ma la sensazione è che serve qualcosa in più dalla BMW se vuole avere una possibilità fino alla fine

Stoffel Vandoorne (HWA Racelab, posto), voto 8 – Ancora una volta il belga si dimostra fenomenale nelle qualifiche chiudendo secondo dietro Buemi, mentre in gara non ha il ritmo dei migliori ma riesce comunque a resistere nella bagarre prima di chiudere ad un buon quinto posto, difendendosi da Abt nella seconda parte di gara, regalando un bel risultato alla HWA nella sua gara di casa

© Stoffel Vandoorne / Official Twitter Page

Daniel Abt (Audi ABT Schaeffler, 6° posto), voto 6,5 – L’anno scorso dominò l’intero week-end, quest’anno non riesce a fare meglio del sesto posto rimanendo imbottigliato nella bagarre con Vandoorne e Lynn, prima del ritiro del pilota Jaguar, ma in un weekend favorevole per Audi ci si aspettava di più dal tedesco

Alexander Sims (BMW i Andretti Motorsport, 7° posto), voto 7 – Per la prima volta la BMW porta entrambe le monoposto a punti grazie anche al settimo posto di Sims, autore di un weekend molto positivo riuscendo prima a qualificarsi nella Superpole e a rimanere lontano dai guai in gara chiudendo al settimo posto, una boccata d’ossigeno per lui rispetto alle ultime uscite.

© BMW Motorsport / Official Twitter Page

Oliver Rowland (Nissan e.Dams, 8° posto), voto 5,5 – Sottotono Rowland rispetto a Monaco per tutto il weekend, specialmente in qualifica dove rimane fuori dai primi 6 e in gara non riesce a risalire più di tanto, restando in bagarre con Sims e Mortara. Bene ma non benissimo

Sam Bird (Envision Virgin Racing, 9° posto), voto 6,5 – Dopo quattro gare a secco Bird torna finalmente a punti dopo una buona risalita fino alla nona posizione con diversi sorpassi, tra cui quello all’esterno di Mortara a pochi giri dal termine. Ormai è tagliato fuori dalla lotta per il titolo, ma da qui a New York chissà che non possa togliersi qualche soddisfazione

Pascal Wehrlein (Mahindra Racing, 10° posto), voto 6 – Minimo sindacale per il tedesco della Mahindra che conquista l’ultimo punto disponibile in una gara anonima. La Mahindra è parsa lontana dalle prestazioni di inizio anno, con una discontinuità di risultati che gli ha fatto perdere terreno nella classifica costruttori, guidata saldamente dalla DS Techeetah.

© Mahindra Racing / Official Twitter Page

Mitch Evans (Jaguar Racing, 12° posto), voto 5 – Pessima qualifica per Mitch, al quale però stavolta la rimonta non riesce fino alla zona punti, nonostante la serrata bagarre a centro classifica nella quale rimedia anche un danno all’ala anteriore.

Robin Frijns (Envision Virgin Racing, 13° posto), voto 5 – Come Evans, senza però aver riportato danni. Il suo è uno 0 pesante in ottica campionato quando mancano ormai 3 gare al termine, anche se rimane ancora in lizza per il titolo.

Felipe Massa (Venturi GP, 15° posto), voto 4,5 -Dopo il bellissimo podio di Monaco, gara anonima per Felipe che naviga costantemente in fondo senza trovare una via di uscita

Gary Paffett (HWA Racelab, 16° posto), voto 4 – Protagonista a sorpresa in qualifica, dove va in Superpole chiudendo poi quarto ad un niente dal tempo di Di Grassi, in gara sprofonda non trovando mai ritmo e subendo sorpassi per tutta i 45 minuti. Sedicesimo al traguardo, può rammaricarsi di questo risultato se confrontato con quello di Vandoorne, capace di ottenere punti importanti in casa HWA

André Lotterer (DS Techeetah, ritirato), voto 3 – Un clamoroso errore di valutazione in qualifica, quando non riesce a fare un giro lanciato prima della fine del suo gruppo di qualifica, lo costringe a partire dal fondo dello schieramento e lo chiama ad una rimonta che lo vede arrivare fino ai margini della zona punti, quando un guasto alla sua batteria lo costringe a rientrare ai box e ad alzare bandiera bianca. Il ritiro è stata pura sfortuna, ma l’errore in qualifica pesa parecchio soprattutto se a farlo è uno con così tanta esperienza.

Immagine in evidenza: © Sebastien Buemi / Official Twitter Page



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