Pagelle Cina | Ferrari autolesionista, Vettel e Leclerc danno il massimo: Hamilton perfetto




GP Cina
15 Aprile 2019 - 11:56

Lewis Hamilton, voto 10 e lode – Altra gara perfetta per l’inglese dopo un weekend non semplice. Fino a sabato non sembra capirci granché, poi in qualifica ha uno scatto che lo porta quantomeno in prima fila, dopo essere stato dietro le Ferrari e il compagno di squadra in tutte le sessioni. In gara, brucia Bottas in partenza e vince in scioltezza come spesso gli è capitato in questi ultimi cinque anni e cocci di era ibrida. Al momento, la Mercedes sembra non avere dei veri rivali, e la lotta interna con il finlandese, alla lunga, non dovrebbe avere difficoltà a vincerla. Al momento sembra inarrestabile.

© Mercedes AMG Media Centre/Wolfgang Wilhelm

Valtteri Bottas, 7 – Un po’ la stessa gara di Hamilton a Melbourne: il finlandese canna la partenza e si fa beffare dal compagno allo start, ma è bravo a contenere l’attacco dei due Ferrari al via. Dopodiché gestisce senza patemi d’animo una seconda posizione sua già dopo il primo giro e praticamente mai in discussione, con la Mercedes che si è permessa anche il lusso di fare il doppio pit-stop in contemporanea senza perdere praticamente un secondo. E’ deluso della sua prestazione, ma questo Bottas è diverso rispetto a quello degli ultimi due anni, può togliersi qualche soddisfazione, Hamilton permettendo ovviamente.

© Mercedes AMG Media Centre/Wolfgang Wilhelm

Sebastian Vettel, 7 – I dolori iniziano quando nei primissimi giri è più veloce di Leclerc, anche se di pochissimo, ed essendoci dunque questa minima differenza, il sorpasso è risultato essere più complicato del previsto (per questo non è paragonabile con il ritmo del Bahrain, là Leclerc gli dava un secondo al giro). A quel punto la Ferrari poteva scegliere: o farlo passare subito, ma chiaramente un team order dopo due giri fa storcere il naso a tutti; oppure farlo rimanere dietro visto che il monegasco si era guadagnato la posizione in pista. Hanno aspettato troppo, Vettel ha rovinato le gomme stando dietro al compagno e una volta passato non aveva più il ritmo dei primi giri, e a quel punto è stato Leclerc a reclamare, rovinando a sua volta le gomme. Insomma, si sono distrutti la gara a vicenda, solo che il tedesco, una volta guadagnata la posizione, è stato bravo e soprattutto intelligente a mantenerla dal ritorno del feroce Verstappen. Ha dato il massimo, ma il massimo non è bastato (semicit.). Questa Ferrari ancora non è al livello della Mercedes, ed è sempre più 2016 agli occhi di chi scrive.

© Scuderia Ferrari/Media Centre

Max Verstappen, 7.5 – Altra gara di spessore per l’olandese, che dimostra ancora una volta due cose: con una macchina più competitiva può tranquillamente giocarsi il mondiale e che la Honda insieme alla Red Bull, al momento, è un binomio più che accettabile. Chiaramente siamo ancora a inizio stagione e la strada è ancora lunga e tortuosa, ma con un pilota di questo talento, che sembra anche essere molto maturato a livello mentale negli ultimi 10 mesi, la Red Bull può dormire sonni tranquilli (rinnovo permettendo).

© Scuderia Ferrari/Media Centre

Charles Leclerc, 7 – A Charles purtroppo è stata rovinata la gara dalle scelte del muretto, c’è poco da fare e dire e questo i vertici Ferrari lo sanno benissimo: perché aspettare il sorpasso di Vettel prima di fargli fare la seconda sosta? Questa è stata la ciliegina sulla torta in una gara con una gestione da mani nei capelli da parte della Scuderia. Gli diamo lo stesso voto di Vettel perché dopo un weekend in difficoltà ha una netta ripresa in qualifica, e in gara aveva un ritmo praticamente identico a quello del compagno di squadra fino al suicidio del muretto. Mettici anche qualche problemino al cambio nel finale ed eccovi servita la terza disfatta Ferrari in altrettante gare.

Pierre Gasly, 6 di incoraggiamento – Il ragazzo stavolta non si è fatto infilare da qualsivoglia Toro Rosso o McLaren, ma si è beccato una quarantina di secondi dal compagno di squadra (non considerate i distacchi finali, perché ha fatto una sosta in più nel finale per tentare e conquistare il giro veloce). E’ in lentissima crescita, ma quantomeno il compitino l’ha portato a casa. Certo, non può bastare assolutamente, e con l’arrivo in Europa dovrà fare quel passo in avanti per giocarsi al più presto le posizioni del podio, perché per Marko è un attimo piazzare Albon o Kvyat al suo posto.

Daniel Ricciardo, 6.5 – Finalmente! Primi punti e primo traguardo stagionale per l’australiano sulla Renault. Certo, sarà difficile poterlo vedere in posizioni migliori almeno per quest’anno, ma quantomeno ha iniziato la sua stagione dopo due ritiri per problemi tecnici. Meriterebbe un mezzo molto più competitivo, lo aspettiamo nell’Olimpo dei top team a braccia aperte.

Sergio Perez, 7 – Ottima gara per Checo, che porta nuovamente punti alla Racing Point e regola il buon Stroll: dopo Melbourne, con il canadese a punti e lui nelle retrovie, ha ristabilito le gerarchie.

Kimi Raikkonen, 7 – Beh su Kimi c’è poco da dire: il campione che guida una macchina di metà classifica fa sempre la differenza. Gestisce le gomme come solo lui sa fare e mette in secondo piano gli evidenti problemi prestazionali avuti dall’Alfa Romeo in Cina, non al livello delle prime due uscite stagionali. Kimi ci ha messo una pezza ancora una volta, è in palla ed è voglioso di fare bene, cosa chiedere di più?

© Alfa Romeo Racing/Official Twitter Page

Alexander Albon, 8 – Gara assolutamente straordinaria, il migliore dopo Hamilton: l’anglo/thai, dopo il brutto incidente nelle FP3 sembrava totalmente fuori dai giochi, invece, partito dalla pit-lane riesce a compiere una bellissima rimonta con una strategia più rischiosa e difficile da gestire, visto l’alto degrado delle gomme a Shanghai, ma riesce a tenere bene finendo per la seconda volta consecutiva a punti, bravo!

Romain Grosjean & Kevin Magnussen, 5 – Problema cronico per la Haas, che in qualifica va piuttosto bene, si piazza costantemente in Q3, poi però in gara sparisce. Non riescono a gestire le gomme, dove sta il problema? Al momento non sembra facilmente individuabile, perché o cannano qualcosa a livello meccanico, oppure i piloti non danno quel qualcosa che dovrebbero dare in più la domenica.

© Racing Point Media Centre

Lance Stroll, 5 – Avete presente quello che abbiamo scritto su Perez? Ecco, capovolgetelo, così avrete il giudizio su Stroll.

Carlos Sainz, 6 di incoraggiamento – Ha una sfiga esagerata sto ragazzo, che ancora non ha potuto dimostrare il suo valore a bordo della MCL34 per causa di forza maggiore. Più che incoraggiarlo non sappiamo cosa fare.

Antonio Giovinazzi, 5 – Un altro che va incoraggiato è il nostro Antonio, che ha avuto tanti problemi durante il weekend, perdendo di fatto FP1 e qualifiche, partendo così dal fondo. Certo, vedendo quanto fatto da Albon, ci aspettavamo qualcosa in più da lui, ma evidentemente la Cina non gli porta per niente bene.

George Russell, 6 – Il ragazzo fa il massimo possibile con quella specie di macchina che si ritrova sotto il sedere, senza però fare la differenza rispetto a Kubica. Ecco, visto che entrambi sono ingiudicabili al 100%, non possiamo fare altro che valutare la situazione interna.

Robert Kubica, 6.5 – Sì, perché Robert ha componenti danneggiate da Melbourne, e nonostante questo ieri ha mantenuto il passo di Russell, molto più giovane di lui, vincitore negli ultimi due anni in F2 e GP3. Sembrano cavolate, e noi possiamo apparire come di parte, ma fidatevi che sono considerazioni da tenere in conto.

© ROKiT Williams Racing/Official Twitter Page

Immagine in evidenza: © Scuderia Ferrari/Media Centre

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