Pagelle Malesia | Rossi e quel peccato di gola, ma è tutt’altro che finito. Male la Ducati
05 Novembre 2018 - 15:05
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GP Malesia




Marc Marquez, voto 10 – Ennesima vittoria stagionale e altra prestazione super partendo dalla settima posizione per la scorrettezza delle qualifiche. Sto ragazzo quando decide di dare gas sembra davvero imbattibile, e per sperare di potergli togliere qualche certezza devi andare oltre, vedi Dovizioso in Giappone e Rossi in Malesia, entrambi a terra. Non sapremo mai come sarebbe andata a finire con il “Dottore” ancora in piedi negli ultimi giri, ma sicuramente Marc non si sarebbe accontentato del secondo posto. Bravo, ancora una volta.

Alex Rins, 9.5 – Nella seconda parte di stagione ha dato una svolta al suo 2018 con ottimi piazzamenti e qualche podio che non basta mai. Il ragazzo quest’anno ha avuto una crescita importante, bisogna tenerlo d’occhio attentamente per il futuro.

Johann Zarco, 8 – Finalmente una prestazione degna di nota. Parte dalla pole ma non riesce a tenere il ritmo prima di Rossi e poi di Marquez. Può comunque ritenersi soddisfatto.

Maverick Vinales, 7 – Non riesce a superare il problema della prima parte di gara. Dopo l’exploit di Phillip Island ci aspettavamo un’altra gara al vertice, specialmente vedendo l’ottimo rendimento di Rossi, ma ancora una volta si sveglia troppo tardi, pregiudicando il podio.

Dani Pedrosa, 6.5 – In Malesia si trova sempre bene. Un buon quinto posto alla sua penultima gara in carriera. Sarebbe bello vederlo sul podio a Valencia.

Andrea Dovizioso, 5.5 – La Ducati non c’era in Malesia. Molto male soprattutto in gara, evidentemente l’asfalto più caldo ha influito negativamente rispetto a venerdì e sabato. Ma il Dovi si è notato più che altro per la polemica con Lorenzo, niente più.

Alvaro Bautista, 6.5 – Lui invece fa sempre il suo, anche tornando in sella alla “vecchia” Ducati del team Nieto. Un vero peccato non vederlo in griglia il prossimo anno, dopo quella che è stata sicuramente la sua stagione migliore in MotoGP.

Jack Miller, 5.5 – Risente anche lui dei problemi sulle Ducati in gara. Potrebbe fare di più.

Danilo Petrucci, 5 – Peggio che andar di notte.

Hafizh Syahrin – 6.5 – Nel Gran Premio di casa raccoglie punti che fanno morale.

Aleix Espargaro, 6 striminzito – L’Aprilia è in difficoltà, lui più di così non può fare.

Franco Morbidelli, 6 – Altri punti in saccoccia, speriamo possa fare il salto di qualità con la Yamaha il prossimo anno.

Stefan Bradl, 6 – Torna nel suo vecchio team per sostituire Crutchlow e crediamo che più di così non potesse fare.

Takaaki Nakagami, 6 – Per lui andare a punti equivale a un successo.

Bradley Smith, 5.5 – La KTM deve crescere.

Valentino Rossi, 6 – Abbiamo dato a Rossi lo stesso voto di Dovizioso a Motegi. Chi cade solitamente non merita la sufficienza, ma tra il 10 per aver condotto la gara fino alla caduta e il 2 per essere arrivato con il sedere a terra, la media matematica è questa. Ma non è solo una questione algebrica, perché Rossi ha fatto una grandissima gara, in risposta a chi prima del weekend si è permesso di additarlo come finito. Insomma, chi la pensa così di MotoGP e corse capisce ben poco, non ho problemi a dirlo pubblicamente, siano essi tifosi o addetti ai lavori. Purtroppo l’annata storta continua a perseguitarlo, ieri avrebbe meritato la vittoria senza discussioni, ma ha sbagliato ed è andata così. Come dice Terruzzi: “Meglio vederlo cadere da primo che arrivare sesto al traguardo”, siamo d’accordo. Peccato di gola, perché non si è voluto accontentare, un campione ha sempre fame, specialmente dopo mesi difficili, nei quali ha tenuto in piedi una baracca che stava cadendo a pezzi. Risurrezione Yamaha? Non lo sappiamo, certamente lui è ancora in forma e può giocarsela con tutti. Le altre considerazioni meramente ultras lasciano il tempo che trovano, e nemmeno quello.



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