Push to Pass | La Ferrari ci pensi bene prima di scaricare Raikkonen
16 Luglio 2018 - 1:44
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Il pilota finlandese può ancora dare un contributo alla causa del Cavallino Rampante




C’è chi lo considera un eroe a prescindere, e chi lo critica sempre e comunque. Kimi Raikkonen, sebbene abbia un carattere molto chiuso, è un pilota divisivo per il pubblico: o lo apprezzi, o non ti piace. Parlare del rendimento in pista di Iceman non è mai semplice. Qualunque giudizio si esprima, comunque la si pensi, il rischio è sempre quello di essere etichettato dai militanti di uno o dell’altro schieramento. Se lo difendi, il PAR (Partito Anti Raikkonen, ndr) ti sfotte, e se gli dai un voto basso o gli muovi qualche appunto insorgono quelli del PDV (Partito della Vodka, ndr).

Gli ultimi due mesi hanno contribuito a portare il pilota della Ferrari al centro del dibattito dei giornalisti e degli appassionati. Il motivo è sempre il solito, cioè il suo contratto con la scuderia di Maranello che scade al termine di questa stagione. Come ogni anno, una parte dell’opinione pubblica e del tifo chiede il pensionamento del pilota finlandese, e un’altra fazione ben nutrita vuole la sua permanenza in Ferrari. A differenza degli anni passati, la questione si è fatta più complicata. In primis per il rendimento di Raikkonen, che a dispetto dell’età anagrafica continua a essere buono. In secondo luogo, la Ferrari ha finalmente tra le mani un’alternativa interna credibile al campione del mondo 2007: Charles Leclerc.

 

 

Il pilota monegasco, dopo tre gare di apprendistato non esenti da errori, da Baku in poi ha dimostrato tutto il suo valore e ha confermato quanto di positivo aveva fatto vedere negli ultimi due anni, quando si era aggiudicato la GP3 Series prima e la Formula 2 poi. Leclerc ha ridato lustro a una Sauber che usciva da un biennio disgraziato, portandola regolarmente a punti e dando continuità al nono posto conquistato da Ericsson nel GP del Bahrain. Il monegasco al momento ha ottenuto tredici punti, entrando tra i primi dieci in cinque differenti occasioni. Non male, considerando che ha tra le mani una delle monoposto meno performanti del lotto. I risultati di Leclerc hanno spinto diverse persone a sostenere la sua candidatura come compagno di squadra di Sebastian Vettel. Ma non è detto che un passaggio in Ferrari nel 2019 sia la mossa migliore per lui e per la scuderia italiana.

 

 

Nelle prima metà di stagione, Raikkonen è salito sul podio sei volte. In Bahrain Iceman ha dovuto ritirarsi per un problema di fissaggio di una ruota durante la seconda sosta ai box, e in quel momento era terzo. Anche in Spagna è stato costretto alla resa mentre era in lotta per il podio. L’ex pilota della McLaren non è stato esente da errori, specialmente in qualifica, ma non si può dire che abbia portato a casa risultati deludenti. Anche quando ha commesso delle sbavature, come alla partenza a Baku e a Silverstone o nei primi venti giri del GP d’Austria con i sorpassi regalati ai piloti della Red Bull, il pilota finlandese ha rialzato la testa e ha pazientemente ricostruito delle buone gare. Gli ultimi tre gran premi sono il perfetto esempio della tenacia del ferrarista, che ha recuperato posizioni con bei sorpassi e prestazioni di spessore. Il Raikkonen di quest’anno non è stato perfetto e qualche volta ha fatto smadonnare i tifosi della Ferrari, ma è ben lontano dall’essere etichettato come bollito.

Leclerc è sicuramente un pilota molto veloce, specialmente sul giro secco, ma non è detto che alla Ferrari in questo momento serva un pilota con più velocità “pura”. In pochi conoscono quanto lavoro svolgano i piloti nel confronto con gli ingegneri per scegliere l’assetto della monoposto, e in quest’ambito Raikkonen è un maestro. L’esperienza gli permette di dare un prezioso feedback al personale della Ferrari, e l’ottimo rapporto con Vettel dà alla squadra la possibilità di confrontare in modo limpido i dati della telemetria dei due piloti per migliorare il bilanciamento della vettura. Questo è un lavoro importantissimo, soprattutto dopo una sessione di prove difficile. Leclerc ha talento, ma sarebbe in grado di dare lo stesso contributo sotto questo profilo? In Formula 1 a volte fa maggiormente la differenza il pilota capace di trovare una buona messa a punto piuttosto che quello con tanta stoffa, ma minore cultura tecnica.

 

 

Con questo non vogliamo affermare che la Ferrari debba rinnovare il contratto a Raikkonen in eterno sacrificando Leclerc. Ci mancherebbe. Ma sarebbe sbagliatissimo promuovere il pilota della Sauber senza aver fatto i dovuti ragionamenti. Solo dopo un’attenta analisi si può prendere una decisione chiara. La Ferrari deve pensarci bene prima di scaricare Raikkonen. E Maurizio Arrivabene, che recentemente ha chiesto di lasciar guidare tranquilli Raikkonen e Leclerc, sembra averlo capito.



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