Red Bull torna a minacciare l’addio alla Formula 1
La scuderia di Mateschitz valuta seriamente un'uscita dal Circus nel caso in cui non cambino le regole sui motori
20 aprile 2017 - 21:20

La Red Bull ha ingranato il passato il passo del gambero nel 2017, e come nel disgraziato 2015 ritorna a minacciare l’addio alla Formula 1. La scuderia di proprietà di Mateschitz vuole poter competere ad armi pari con Mercedes Ferrari, e ritiene di essere al momento impossibilitata a farlo a causa della mancanza di competitività dei motori Renault.

Ma c’è di più: nel mirino della Red Bull è finito anche il regolamento in materia di motori. Le power unit sono ritenute troppo costose dal team anglo-austriaco, e se un motorista è in ritardo, è quasi impossibile che riesca a recuperare a stagione in corso grazie al lavoro di sviluppo.

 

 

“Il termine ultimo per l’ingresso di un motorista indipendente in F1 deve essere il 2021 – ha dichiarato Helmut Marko – E’ necessario che questo avvenga. I motori devono essere molto più semplici di quelli attuali, rumorosi e poco costosi. Un motore non deve costare più di 10 milioni di euro l’anno. Vogliamo motori che siano decisamente meno complicati rispetto a quelli attuali: dei veri motori da corsa. Ci sono tantissimi costruttori che sarebbero pronti a fornirceli. Ci aspettiamo che i nuovi padroni della F1 e la FIA trovino una soluzione entro fine anno. Qualora ciò non dovesse accadere, la nostra permanenza in Formula 1 sarà alquanto incerta”.

 

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