Sguardo al Passato | 1994: la Benetton sul filo della legalità e oltre (parte 1)
Tutti gli episodi controversi che hanno riguardato la scuderia italiana nel corso della stagione che ha regalato il primo titolo piloti a Schumacher




19 Dicembre 2018 - 10:57

Il mondiale di Formula 1 del 1994 viene ricordato ancora oggi come uno dei più tristi e discussi della storia del motorsport. Nel corso di quella stagione morì in pista uno dei piloti più amati e forti della storia, Ayrton Senna, in seguito a un bruttissimo incidente durante il GP di San Marino. Ma la tragedia di Senna fu preceduta dalla scomparsa di Roland Ratzenberger, deceduto sul colpo dopo un urto contro le barriere all’uscita della curva ‘Villeneuve’. 

Oltre che per le perdite di vite umane, la stagione 1994 resta un capitolo molto controverso nelle pagine di storia di questo sport anche per quanto accaduto in pista. Michael Schumacher divenne per la prima volta in carriera campione del mondo battendo per un punto il rivale Damon Hill. Decisiva per il pilota tedesco fu l’ultima gara dell’anno, quella di Adelaide, nella quale Schumacher, dopo un urto contro il muro al trentacinquesimo giro, chiuse violentemente Hill che stava provando a superarlo, eliminando dalla corsa sé stesso e di fatto anche il pilota della Williams, che nel contatto con l’avversario aveva danneggiato il braccetto della sospensione anteriore sinistra.

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L’epilogo del mondiale fu però solamente l’ultimo di una serie di episodi al veleno che hanno caratterizzato molte delle sedici gare di quella stagione, nella quale l’azione in pista è spesso finita in secondo piano per far spazio a polemiche che si sono trascinate sia sui mass media, sia dinnanzi al tribunale della FIA. E al centro dei sospetti del paddock è finita quasi sempre la Benetton, squadra italiana salita sul tetto del mondo nel 1994 grazie al campione del mondo Schumacher e al suo team principal Flavio Briatore.

GP BRASILE 1994 – Michael Schumacher si aggiudica il GP del Brasile con una grandissima dimostrazione di forza. Dopo essere scattato alle spalle dell’idolo locale Senna, alla sua prima gara con la Williams, il pilota della Benetton vince la corsa realizzando il giro più veloce. Superato in partenza da Alesi, Schumacher si sbarazza del ferrarista al secondo giro e si getta all’inseguimento di Senna. Nell’arco di pochi giri il tedesco si mette in scia al rivale, e assieme fanno il vuoto. Al giro 21 entrambi i piloti rientrano ai box per il rifornimento: i meccanici della Benetton sono molto più rapidi dei colleghi della Williams e Schumacher si prende la prima posizione. Senna prova in ogni modo a mettere pressione a Schumacher, ma nel tentativo di riavvicinarsi al rivale finisce in testacoda e spegne il motore della sua Williams. 

Il pit stop velocissimo di Schumacher si rivela la chiave di volta della corsa. Una sosta decisamente più rapida rispetto a quella della Williams, dietro alla quale si nasconde un’azione molto avventata della Benetton. Il team italiano infatti non utilizza il safety filter, cioè quel sistema che limita il flusso d’uscita della benzina dal bocchettone. La Williams invece si avvale di questo sistema di sicurezza, che rallenta le operazioni in fase di rabbocco di carburante. Grazie al lavoro dei meccanici, e alla mancanza del safety filter, Schumacher supera Senna al pit stop e vince la sua terza gara in carriera, rifilando un giro di distacco a Damon Hill, secondo classificato.

SCHUMACHER SUPERA SENNA AL PIT STOP

GP PACIFICO 1994 – Ad Aida sono ancora una volta Schumacher e la Benetton a dettare legge. Senna conquista la pole position con due decimi di vantaggio sul portacolori della Benetton. In gara però la storia è diversa: Senna fa pattinare le ruote allo spegnimento dei semafori e Schumacher lo passa. Il brasiliano viene colpito da Hakkinen alla prima curva e finisce nella ghiaia, venendo successivamente urtato anche dalla Ferrari di Larini. Senna è costretto a ritirarsi, mentre Schumacher cavalca indisturbato verso la bandiera a scacchi e la seconda vittoria stagionale.

Una volta finito fuori gara, Senna si mette a bordo pista ad assistere alla corsa. Il pilota brasiliano vuole studiare le monoposto degli avversari, ricavando qualche informazione in più sulle traiettorie e sulla tenuta delle vetture in fase di frenata e accelerazione. Senna vuole inoltre vederci chiaro sulla Benetton, dato che ritiene che la B194 utilizzi degli aiuti elettronici vietati dal regolamento. Nel 1994 non è infatti possibile usare il controllo di trazione e l’ABS, e tantomeno si può fare ricorso alle sospensioni attive.

LA PARTENZA DEL GP DEL PACIFICO 1994

Magic assiste alla gara, e si convince che ci sia qualcosa di strano sulla monoposto di Schumacher. Come confidato ad alcuni amici in Brasile e in privato all’ex compagno di squadra Alain Prost (che rivelò la cosa in un’intervista con SportWeek nel 2004, ndr), per Senna sulla B194 di Schumacher c’è il controllo di trazione. Il pilota della Williams sente inoltre un sound differente tra la monoposto del pilota tedesco e quella di Verstappen, suo compagno di box. E lo stesso pilota olandese, in un’intervista rilasciata nel dicembre 2011, dirà di aver nutrito lo stesso sospetto, tanto da chiedere al suo team principal Flavio Briatore se la macchina di Schumacher avesse qualche sistema illegale non presente sull’altro esemplare di Benetton.

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GP SAN MARINO – A Imola si consuma la tragedia. Sulla Williams di Senna, nel corso del sesto giro, si verifica il cedimento del piantone dello sterzo. Il tre volte campione del mondo non può fare nulla per evitare l’uscita di pista. Senna va a sbattere al ‘Tamburello’, e di lì a qualche ora la sua vita si spegne. Nonostante appaia fin da subito evidente la gravità dell’incidente dell’ex pilota della McLaren, la direzione corsa decide di completare la gara. Schumacher sale sul gradino più alto del podio per la terza volta consecutiva, precedendo sul traguardo Larini e Hakkinen.

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Nelle ore successive al GP di San Marino, i delegati tecnici della FIA chiedono ufficialmente a Benetton, Ferrari e McLaren, le squadre che hanno portato i loro piloti sul podio di Imola, i codici di accesso ai sistemi informatici delle loro macchine. La Ferrari collabora con la Federazione, mentre McLaren e Benetton decidono di non assecondare le richieste. I due team successivamente si adeguano ai dettami della FIA, ma oltre il tempo limite stabilito.

Ma prima della scadenza della deadline e dopo la gara di Imola, gli ispettori della FIA decidono di effettuare un controllo sui computer della Benetton per appurare l’eventuale utilizzo di aiuti elettronici illegali. Come riportato all’epoca dal quotidiano The Indipendent, sui sistemi informatici del team italiano viene rinvenuto un file nascosto denominato ‘Launch Control’.  

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L’articolo dell’epoca riporta: “Quando gli ispettori hanno analizzato i computer della Benetton, hanno scoperto un programma segreto, e la bomba è esplosa. C’era un programma chiamato ‘Launch Control’, che permetteva a Schumacher di effettuare delle partenze perfette semplicemente premendo l’acceleratore, col sistema computerizzato che poi entrava in azione per assicurarsi che la macchina arrivasse alla prima curva senza avere pattinamento alle gomme”.

Il sospetto che la Benetton faccia ricorso al controllo di trazione in partenza è elevato, in virtù del fatto che Schumacher si è reso più volte protagonista di scatti brucianti, fra i quali quello di Aida nel quale superò Senna dopo pochi metri. La scuderia italiana non può negare la presenza del file ‘Launch Control’, ma minimizza la questione. Ross Brawn, direttore tecnico della Benetton, spiega che quel codice informatico è un rimasuglio del passato, risalente al 1993 quando il launch control era ancora lecito. Tuttavia la Benetton è sempre stata in buona fede e non lo ha utilizzato dopo la messa al bando.

EPILOGO DELL’INCHIESTA SUCCESSIVA AL GP DI SAN MARINO –  La FIA non è in grado di dimostrare che la Benetton abbia usato il sistema elettronico illecito presente negli archivi informatici, e in occasione del GP di Germania rilascia un comunicato nel quale spiega: “Secondo la LDRA Ltd. (Liverpool Data Research Associated, ndr), società terza incaricata dalla FIA di investigare sui sistemi elettronici della Formula 1, la situazione più plausibile è che la Benetton non abbia usato il launch control (sistema di partenza automatico) durante il GP di San Marino 1994. Se ci fossero state le prove, il Consiglio Sportivo Mondiale sarebbe stato invitato ufficialmente a escludere la Benetton dal campionato mondiale. Dati i riscontri disponibili, una simile decisione si sarebbe rivelata sbagliata”.

Sulla base delle informazioni in possesso della LDRA messe a disposizione della FIA, la compagine tricolore in estate viene punita con una multa di 100.000 dollari al pari della McLaren, e non riceve sanzioni sportive. Ma quella del launch control è solo una delle polemiche che riguardano la Benetton nell’estate del 1994. Dopo Montreal la scuderia italiana, Michael Schumacher, e suo malgrado anche Jos Verstappen, entrano nuovamente nell’occhio del ciclone per una serie di violazioni delle regole sportive e tecniche commesse in diverse gare estiveImmagine in evidenza: DeviantArt.com

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