Sguardo al Passato | Il matrimonio (quasi) impossibile tra Roma e le monoposto
Oltre 60 anni di tentativi inconcludenti per disputare una gara di Formula 1 o Formula E tra le strade della capitale




12 Aprile 2018 - 15:42

A poche ore dall’evento storico che vede l’incontro tra Roma e la Formula E, ripercorriamo gli eventi che hanno visto coinvolti la città capitolina e le gare con monoposto a ruote scoperte. L’incontro tra la capitale italiana e il motorsport avviene per la prima volta nel 1925 quando nasce il Gran Premio di Roma di cui la prima edizione si svolse sul circuito di Monte MarioLa gara era riservata alle vetture di categoria Formula Libre, il vincitore fu Carlo Masetti a bordo della Bugatti. La casa francese si impose anche nelle successive tre edizioni che si svolsero su altrettanti differenti tracciati tra cui quello di Valle Giulia, quello del quartiere Parioli e infine Tre Fontane. Il tracciato a sud di Roma, che ospitò la gara dal 1928 riservandola alle vetture Grand Prix, fu teatro di tre Gran Premi che furono vinti, oltre che da Bugatti, anche da Alfa RomeoMaserati, la quale ha inaugurato nel 1930 una serie di tre vittorie consecutive, di cui le due successive furono ottenute all’Autodromo del Littorio ricavato dall’omonimo aeroporto voluto da Benito Mussolini.

Una lunga pausa di 14 anni intercorse tra le due gare. Dopo il Gran Premio del 1932 si dovette aspettare il 1947 prima di poter vedere nuovamente le auto sfrecciare per le strade della Capitale. L’anno del ritorno coincise con la prima vittoria, in questo evento, della Ferrari. La Casa di Maranello ottenne però il primo gradino del podio in una corsa per vetture sport (l’equivalente delle vetture endurance, end). Il Drake dovette aspettare due anni, visto che nel 1948 non si tenne la gara, per vincere la prima corsa con una vettura “Formula”, per la precisione con una Formula 2. Dal 1949 al 1951 le vetture di Enzo Ferrari infilarono tre successi consecutivi con Luigi Villoresi, Alberto Ascari e Mario Raffaeli sul nuovo tracciato che si snodava intorno alle Terme di Caracalla.

L’edizione del 1951 fu l’ultimo Gran Premio di Roma vero e proprio. La dicitura di tale evento è stata usata anche nel 1954 e 1956 quando la Formula 1 (non valido per il mondiale, ndr) e le vetture Sport corsero sul tracciato di Castelfusano, in zona Ostia. Dal 1963 in poi è stato quindi utilizzato per gli eventi dei campionati di Formula 2, Formula 3 e Formula 3000 disputatisi all’Autodromo di Vallelunga, fino al 1991.

Il vero Gran Premio di Roma sembrò poter tornare a metà degli anni Ottanta. Il promotore di questo evento fu prima di tutto Enzo Ferrari che già nel 1983 parlava di un accordo tra Bernie Ecclestone, il Comune di Roma e la CSAI, il quale avrebbe portato la Formula 1 tra strade della capitale già dalla stagione successiva. Il progetto slittò di un anno e la capitale italiana, al momento della pubblicazione della prima bozza del calendario 1985, pubblicata nell’ottobre del 1984, fu tenuta in considerazione come riserva per il Gran Premio d’Europa che si sarebbe dovuto svolgere a New York. Due mesi più tardi fu pubblicato il calendario ufficiale della stagione 1985, il quale vedeva Roma comparire come sede del Gran Premio europeo, con la tappa fissata per il 13 ottobre, data in cui la F1 avrebbe dovuto esordire ufficialmente sul circuito dell’EUR. La gara prendeva il posto del Gran Premio di Monaco, eliminato per un diverbio tra Automobile Club de Monaco e la FISA.

Il progetto davvero importante ai tempi sembrò poter aprire la strada ad un secondo GP romano, che si sarebbe dovuto svolgere sul già ospitante circuito di Castelfusano. La notizia di questo ulteriore evento fece la sua comparsa il 10 marzo 1985. Esattamente sette giorni dopo il presidente dell’ACI Rosario Alessi e quello di CSAI Fabrizio Serena, decisero di non far disputare il Gran Premio d’Europa a Roma perché la decisione di creare questo evento fu presa in seguito alla mancata volontà delle maggiori forze politiche capitoline di svolgere questa gara, nonostante il circuito aveva ricevuto l’approvazione da parte della FISA, la quale destinò l’evento al circuito britannico di Brands Hatch.

Il matrimonio tra Formula 1 e Roma è quindi stato cancellato, ma non del tutto! L’idea di portare la Formula 1 a Roma è rimasta nella mente di Bernie Ecclestone, il quale ha riproposto il progetto nel gennaio del 2009. Presentato al Campidoglio pochi mesi più tardi, a dicembre l’allora patron della F1 registrò il marchio “Gran Premio di Roma”, indicando il 2011 come stagione di esordio, ma poi scalato di un anno. Il sindaco di Monza Marco Mariani ha quindi sentito un’incombente “minaccia” riguardo la possibilità che la gara capitolina soppiantasse lo storico Gran Premio d’Italia che si disputa nell’autodromo brianzolo. La rassicurazione che tale titolo sarebbe rimasto a Monza è arrivata sia dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, che dal presidente della Regione Lombaria Roberto Formigoni.

Nel settembre 2010 un incontro tra Maurizio Flammini (ex pilota di auto e moto, ndr) ed Ecclestone aveva portato alla decisione di inserire ufficialmente il GP di Roma a partire dal 2012 o 2013. Il 4 gennaio 2011 è arrivato anche il consenso da parte della CSAI. Nove giorni più tardi, anche a causa delle tensioni tra Monza e Roma, Bernie Ecclestone decise di non inserire la gara romana nel campionato di Formula 1, lasciando alla città brianzola l’unica gara italiana nel calendario.

Abbandonato definitivamente il possibile matrimonio Roma-F1, una nuova storia si viene a creare. Quasi due anni dopo, a fine novembre 2012, viene presentata la Formula E, un nuovo campionato di monoposto totalmente elettriche. La sede dell’unveiling di questa nuova competizione è Roma; le strade della Capitale fanno da scenario per i primi chilometri del prototipo di vettura realizzato appunto per l’occasione. Proprio in quel momento era stato deciso che la città italiana avrebbe ospitato un suo ePrix già a partire dalla prima stagione. Era già stato presentato il circuito, ovvero un tracciato di circa 4 km che avrebbe avuto come sfondo il Colosseo, le Terme di Caracalla e il Circo Massimo.

Il progetto approvato ai tempi dell’allora sindaco Gianni Alemanno, il quale ha voluto a tutti i costi una gara nella sua città, a pochi giorni dal via del primo mondiale di Formula E ha visto un netto “NO!” dal suo successore Ignazio Marino, il quale ha bocciato l’idea di ospitare la corsa. L’idea dell’evento è stata ripresa con l’attuale giunta capitanata dal sindaco Virginia Raggi. In seguito alle discussioni e approvazioni del caso, un Gran Premio (in questo caso ePrix) verrà nuovamente ospitato su queste strade, a distanza di oltre sessant’anni dall’ultimo disputato. Il tracciato su cui sfrecceranno le vetture di Formula E sarà situato sempre in zona EUR e utilizzerà in parte i circuiti realizzati per le edizioni del 1985 e del 2012 di quelli che sarebbero dovuti essere i Gran Premi di Roma di F1.

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