Sguardo al Passato | Vettel, Webber e il “Multi 21” non rispettato a Sepang 2013
Christian Horner ha rivelato dei curiosi retroscena legati al mancato rispetto dell'ordine di scuderia nel Gran Premio della Malesia del 2013




11 Ago 2018 - 17:16

Sepang, Gran Premio della Malesia 2013: siamo alla seconda tappa del campionato che regalerà a Sebastian Vettel il quarto titolo iridato consecutivo in Formula 1 e ad infiammare gli appassionati è il duello interno alla Red Bull tra il pilota tedesco e il compagno di squadra Mark Webber, alla sua ultima stagione prima di approdare con Porsche nel WEC.

Negli ultimi giri della corsa, infatti, Vettel decide di attaccare Webber, che fino a quel momento guidava la corsa dopo una scelta prudente nel passaggio dalle gomme intermedie alle slick nella prima parte di gara, e dopo un paio di tentativi riesce ad avere la meglio e a conquistare il primo dei 13 successi stagionali (gli ultimi nove furono consecutivi, ndr). Una manovra azzardata e rischiosa, che poteva finire per entrambi contro il muretto dei box e soprattutto contro un chiaro ordine di scuderia imposto via radio da Christian Horner, il celebre “Multi 21”.

Proprio il team principal della Red Bull è voluto tornare sull’episodio di tre anni e mezzo fa, rivelando un particolare inedito che spiega il motivo per cui l’attuale pilota della Ferrari decise di non rispettare le indicazioni del suo muretto box. Secondo Horner, infatti, quella di Vettel fu una sorta di vendetta per il comportamento avuto da Webber nell’ultimo Gran Premio del 2012 a Interlagos, quando in palio c’era il titolo mondiale da giocare contro la Ferrari di Fernando Alonso.

“Prima del via del Gran Premio della Malesia avevamo un accordo con entrambi i piloti, secondo cui ci sarebbe potuta essere battaglia per l’80% della gara e poi le posizioni sarebbero rimaste congelate, sempre nel caso in cui si fossero trovati uno dietro all’altro – ha dichiarato HornerÈ questo il significato del codice ‘Multi 21’, ovvero che la vettura numero 2 (Webber) sarebbe dovuta rimanere davanti a quella numero 1 (Vettel). È anche vero che Seb aveva gomme più fresche rispetto a Mark, ma sulla pista malese il degrado era elevatissimo e per questo non volevamo prendere rischi, dato che eravamo in una situazione ideale per noi. Tuttavia, Vettel attaccò Webber e tutti sappiamo quello che è successo dopo”.

“La spiegazione della decisione di Sebastian di non rispettare l’ordine della scuderia va cercata qualche mese prima, durante l’ultima gara del campionato 2012. Lui si stava giocando il titolo contro Alonso e in quell’occasione chiedemmo a Mark di fare tutto quello che gli era possibile per aiutarlo nel raggiungere il suo obiettivo. Mark, però, fece una manovra molto rischiosa in partenza, chiudendo in maniera pericolosa verso il muro Seb. Quest’ultimo perse alcune posizioni ritrovandosi in mezzo al gruppo, e in uscita di curva 4 venne colpito dalla Williams di Bruno Senna, che danneggiò in maniera seria la sua monoposto e che lo fece arrabbiare molto”.

WEBBER MOSTRA IL DITO MEDIO A VETTEL DOPO IL SORPASSO

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