Sic: un anno senza te
23 Ottobre 2012 - 7:31
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Marco Simoncelli nasce a Cattolica nel 1987, ma è “adottivo” del paese di Coriano. A 7 anni comincia a correre nelle minimoto e a 12 vince il campionato italiano.

A 15 anni fa il suo esordio nel motomondiale nella Classe 125 (ora Moto3) durante il GP della Repubblica Ceca, in sostituzione di un suo collega passato alla 250. Finisce l’anno al 33° posto con soli 3 punti.
L’anno successivo è stato il primo da pilota ufficiale e riesce già a ottenere risultati importanti come il 4° posto al GP di Valencia, piazzamento che lo aiuta a concludere 21° a fine stagione.
Nel 2004 arrivano le prime soddisfazioni, pole position e vittoria a Jerez, in Spagna, dopo aver affrontato una difficilissima gara sul bagnato e aver combattuto con il futuro campione del mondo di MotoGP, Casey Stoner. Oltre al GP di Spagna Simoncelli riesce a ottenere la pole a Brno sempre in condizioni critiche rivelandosi un vero asso sulla pioggia. Conclude la stagione in 11a posizione a 79 punti.
L’anno seguente continua a migliorarsi, e durante la stagione ottiene la sua seconda vittoria in carriera sempre a Jerez, seguita poi da cinque piazzamenti sul podio (1 secondo posto e 4 terzi posti). Nonostante avesse ottenuto questi ottimi risultati, Marco è uscito di scena dalla lotta per il mondiale a metà stagione, a causa delle difficoltà avute nell’adattarsi all’Aprilia a causa della sua altezza (fattore che gli ha creato abbastanza problemi nella sua carriera agonistica). Conclude al 5° posto con 177 punti.

Nel 2006, il Sic fa un passo in avanti e arriva nella Classe 250 (ora Moto2) ma durante l’anno come miglior piazzamento ottiene un 6° posto.
Il 2007 è stato un altro anno difficile per Marco che, dopo che l’Aprilia gli ha tolto la moto ufficiale, non riesce a ottenere piazzamenti migliori dei due 6° posti. Conclude nuovamente in 10a posizione.
Quella del 2008 è la stagione migliore affrontata dal Super Sic nella sua carriera nel motomondiale. Sempre a bordo di una moto non ufficiale del team Gilera, Marco comincia la stagione arrancando ma in Portogallo ottiene la prima pole e nel GP successivo, al Mugello riesce a conquistare la vittoria, che gli mancava da 3 anni. Il pilota di Coriano è salito sul gradino più alto del podio anche in Catalogna,  in Germania, in Giappone e in Australia. Durante il Gran Premio della Malesia riesce ad agguantare il titolo, infatti concludendo in 3a posizione, Marco riesce a diventare campione del mondo della classe 250. Per concludere la stagione in bellezza va a vincere anche in terra Valenciana. Simoncelli riesce a conquistare, durante la stagione, 6 vittorie e 6 pole position.
Di solito quando un pilota vince in 250 l’anno successivo lo disputa nella classe regina, ma Marco decide di fare un altro anno nella classe intermedia.
Nel 2009 non sembra essere in forma come l’anno precedente ma dopo alcuni gran premi, mostra il suo talento e vince l’ennesima gara sul bagnato in Francia. Riesce a conquistare il primo posto al Sachsenring, a Brno, a Indianapolis, all’Estoril e a Phillip Island. Arriva all’ultima gara a 21 punti dalla vetta, conduce gran parte della corsa in testa ma rendendosi protagonista di una scivolata, consegna il titolo a Aoyama. Il pilota romagnolo conclude il mondiale al 3° posto.

Alla vigilia del 2010 compie l’ultimo passo, firmando con il Team Gresini, Marco approda nella classe regina, la MotoGP. A fine anno conclude all’8° posto e un 4° posto come miglior risultato.
Il 2011 è l’anno del miglioramento ma anche quello del tragico Gp della Malesia. Quest’anno il team Gresini dispone della stessa moto del team ufficiale HRC e infatti si nota l’arrivo di risultati importanti.
Parte ottenendo due quinti posti al GP del Qatar e a quello di Francia, seguito da due pole position, la prima a Barcellona durante il GP di Catalogna e la successiva in Olanda. In Repubblica Ceca, Marco riesce a ottenere il primo podio in MotoGP classificandosi al 3° posto. Nel GP di casa (quello della Rep. di San Marino e Riviera di Rimini, ndr) conclude ai piedi del podio dopo aver lottato nelle ultime tornate con il connazionale Andrea Dovizioso e lo statunitense Ben Spies. Il suo miglior risultato lo ottiene in Australia piazzandosi alle spalle di Stoner che vince il suo secondo mondiale proprio nel circuito di casa. Questo per Marco è l’ultimo risultato.

23 ottobre 2011, GP della Malesia. Dopo il secondo posto ottenuto la settimana precedente in Australia, Marco va alla ricerca della sua prima vittoria in MotoGP.
Il pilota di Coriano parte male e durante il primo giro commette vari errori per colpa dei suoi pneumatici che non riescono a scaldarsi in fretta. Giro 2: Marco fa di tutto per non perdere i primi a tal punto che alla curva 11 la sua moto si piega così tanto da farlo cadere. Lui ancora agganciato alla sua Honda cerca di ritornare in sella però accade qualcosa di strano, la moto anzichè prendere la tangente della curva, ritorna in traiettoria. Traiettoria sulla quale sfortunatamente si ritrovano Hopkins e il suo amico, nonchè idolo della sua infanzia, Valentino Rossi.
Quella tragica domenica si conclude col decesso del pilota romagnolo. A soli 24 anni, Marco Simoncelli ci ha lasciati facendo ciò che amava fare, il pilota. Successivamente una commissione d’inchiesta incaricata di far luce sul caso scoprirà che il colpevole di quella improvvisa sterzata verso la traiettoria ideale della curva era l’elettronica della moto dato che Marco, generoso come sempre, non mollò del tutto la manopola del gas che rimase quindi un minimo aperta. La stessa commissione puntò il dito alle mescole Bridgestone il quale vennero definite “troppo dure e troppo difficili da portare in temperatura”. Infatti Marco perse il controllo della propria moto per una mancanza di aderenza causata dalla temperatura di esercizio troppo bassa della gomma.  L’incidente di Sepang ha aperto gli occhi a molte imperfezioni della MotoGp moderna. Il 2 Novembre 2011 il CDA di Santamonica S.p.A., proprietaria del tracciato di Misano, ha deciso di accogliere la richiesta dei tifosi di associare il nome del circuito romagnolo a quello di Simoncelli. Il cambio di denominazione è stato ufficializzato il 9 giugno 2012, in occasione del Gran Premio di Superbike di San Marino 2012. Da quel momento il circuito ha preso la denominazione di Misano World Circuit Marco Simoncelli.

 

Sempre nel ricordo di tutti i tifosi…

 

Ciao Marco !

ANDREA RIGHI. “Tutto si può dire di Simoncelli, ma non che fosse anonimo. Già prima di arrivare in Moto Gp quel ragazzo mi aveva colpito. Mi ricordo che ero piuttosto divertito nel vedere un pilota così fisicato su quelle “motine” delle 125. Era bellissimo sentirlo parlare al microfono già allora: un sorriso era sempre assicurato, soprattutto se ad intervistarlo era Paolo Beltramo. Ricordo ancora un memorabile scambio di battute tra i due sulle vacanze in Estonia del Sic nel 2005. Si vedeva che aveva un grande talento, ma sia in 125 che i primi due anni in 250 non voleva venire fuori. Sic però non si abbatteva: più faceva fatica e più aveva voglia di non mollare e di emergere. E poi l’esplosione nel 2008. Seguivo a sprazzi la classe di mezzo del Motomondiale, ma grazie al Sic quell’anno non persi nemmeno un giro della 250. Seguire la sua cavalcata verso il Mondiale fu veramente appagante e quando conquistò il Mondiale fui veramente felice. Ricordo le perle di Mugello, Sachsenring, Motegi e Philip Island, ma anche la lotta con gli spagnoli, perchè nel 2008 Sic stava già sulle scatole ai piloti iberici. La Dorna lo ammonì per una manovra un po’ dura sul rettilineo del Mugello che fece cadere Barbera. La gara successiva, a Barcellona, lo accolsero a fischi e striscioni insultanti e lui rispose centrando la vittoria più bella della stagione, battendo Bautista nonostante una Gilera tremendamente più lenta in rettilineo rispetto all’ufficialissima Aprilia dello spagnolo del team Martinez. Al Sachsenring, su insistenza del team, si decise a scendere in pista con l’Aprilia 2008. Lui era dubbioso: sull’Aprilia 2007 marchiata Gilera si trovava a meaviglia, perchè cambiare? Andò fuori con la nuova moto e ritornò ai box soltanto a fine turno: quella moto e il Sic dopo 2 giri erano diventati un tutt’uno. Il Sic della 250 era già un grande personaggio e mi aveva conquistato. Nella gara di Barcellona cadde Kallio, leader del mondiale, e lui disse: “Kallio è caduto? Son troppo contento.”, affermando quello che tutti i piloti pensano quando un avversario va a terra, ma che nessuno ha il coraggio di dire. Sic era un uomo vero (a 20 anni!) in un ambiente alquanto falso, dove i piloti recitano quasi sempre il comunicato d’azienda. Nel 2009 gli spagnoli esultarono alla sua caduta e lo accolsero a sputi e insulti. Lui disse: “In tutto il mondo ci sono le teste di ca….” e dopo la gara di Misano nel 2008, diede del deficiente a Barbera, reo di aver fatto cadere Pasini e di aver fatto un mare di manovre pericolose. Diceva sempre quello che pensava, anche in maniera colorita, ma non volgare; aveva quell’aria di innocenza tipica dei ragazzini. Quella furba innocenza la mostrò anche al termine della gara di SBK di Imola, nel 2009, che corse con Aprilia in sostituzione del malconcio Nakano. Il Sic venne caldamente consigliato di non dar fastidio a Biaggi, ma lui in gara 2 lo sorpassò e gli “fregò” il terzo posto. A fine gara si giustificò ridendo: “O lo passavo o lo buttavo giù!”. Quel suo modo di essere diretto e sincero quel giorno mi entrò definitivamente nel cuore, e confesso che nel weekend di Sepang ho capito quanto mi manca.”

 

ROBERTO VALENTI. “Sono state dette tante parole, è passato un anno dal quell’incidente alla curva 11 del Sepang International Circuit. E pensare che lui odiava quel circuito, troppo caldo e troppa umidità per correre diceva. Eppure quel tracciato gli ha regalato il momento forse più bello di tutta la carriera: quel mondiale 250cc che tanto aveva inseguito. Quel circuito rimarrà sempre il circuito di Marco Simoncelli e non per delle stupide iniziali (SIC) ma perchè quel circuito l’ha inserito tra i più grandi ma allo stesso tempo ce l’ha tolto, l’ha tolto a noi tifosi che ogni domenica stavamo attaccati davanti alla TV aspettando una delle sue “follie” in pista, l’ha tolto a Fausto Gresini e a Paolo Beltramo, il primo non era il semplice manager della scuderia ma era come un padre adottivo per Marco, sempre pronto a difenderlo mentre il secondo un amico, un amico sempre presente durante i week-end. Infine mancherà a Valentino che avrà sempre quell’immagine dell’incidente ben in testa. Quella sensazione di poter fare di più per evitarlo anche se era impossibile fare di più.. Marco non c’è più per tutti e questa dopo un anno è la verità più dura da accettare. Ci manca tutto di lui, quel suo senso del pericolo, quella sua rivalità con i piloti spagnoli, il suo carattere, i suoi sorrisetti nei pre gara e quel suo casco naturale di capelli ricci. Mi ha sempre colpito il suo modo molto curioso di fare e ancora oggi cerco un altro pilota dalle caratteristiche simili per non sentire la sua mancanza. La realtà invece è quella che non esiste un pilota simile a Simoncelli…lui era unico. Marco non va dimenticato, non va messo nello sportello del dimenticatoio come tanti altri piloti, lui non lo merita. E’ passato un anno ma ancora oggi grazie all’impegno dei familiari e della sua associazione il suo ricordo è sempre vivo, sempre ben presente nella nostra mentre.”

 

MARCO COLLETTA. “Io non ho mai seguito il motomondiale con la stessa passione con cui seguo la Formula 1 perciò non conoscevo molto bene Marco.Ne avevo sentito parlare durante la stagione 2011 visto che a causa dei suoi numerosi incidenti con i piloti spagnoli, i tifosi del paese iberico gli spedirono varie pallottole e minacce di morte. Purtroppo appena sono venuto a conoscenza dell’incidente di Marco ho sperato che non finisse come capitato al suo collega, Dan Wheldon, la domenica prima in America, ma invece si è concluso tutto nel peggiore dei modi. Vedendo i funerali e seguendo vari programmi in tv ho scoperto che Marco era un ragazzo semplice, simpatico, che si faceva adorare. Ad un anno dalla sua scomparsa molte persone lo ricordano ancora, e lo ricordo anche io che purtroppo ho avuto modo di conoscerlo nel momento peggiore.”

 

GIUSEPPE MARINO: “ Quante cose ci sarebbero da dire sul Sic, nei giorni successivi all’incidente di Sepang non riuscivo neanche a pensare o dire qualcosa che non riguardasse lui. Eppure non l’ho mai conosciuto di persona, l’ho visto solo in TV, ma dentro me si era già creato un Mito. Si, il Sic era diventato un Mito, nel mio cuore e nella mia mente era il giusto erede di Valentino Rossi. Ho cominciato a seguire attentamente Marco nel 2008, l’anno più bello della sua carriera, il primo anno in cui riuscì a mostrare le sue grandi qualità a tutto il Mondo con la sua Gilera 250. Quell’anno la vittoria del Mugello, la prima della sua carriera in 250, è stata incredibile, inutile raccontarvela nei dettagli, tanto ne siete a conoscenza tutti, ma vincere la gara con una moto nettamente più lenta in rettilineo, e al Mugello è fondamentale essere veloci davanti ai Box, vuol dire veramente avere stoffa, poi vabbè, non sto a discutere di chi sia la colpa sull’incidente con Barbera e se veramente Marco abbia aperto la gamba (Non della sorella dello spagnolo) volontariamente, ma l’importante era il risultato finale. Si, forse lì al Mugello stava nascendo il mito Simoncelli, non solo in me, ma in tanti appassionati. Da quel momento inizia una vera e propria guerra contro gli spagnoli del circus, anche con Alvaro Bautista ci sono stati screzi, addirittura accusato di essere ipocrita e scorretto proprio dal Sic. Per non parlare del litigio con Lorenzo sia nella conferenza stampa prima del Gran Premio di Estoril 2011, sia dopo l’incidente di Assen, con il Sic accusato pesantemente dallo spagnolo, il quale ha chiesto il ritiro della licenza del pilota romagnolo. Infine l’incidente con Pedrosa a Le Mans che costa una spalla al pilota HRC. Non mi soffermo sulle minacce di morte arrivate al Sic conseguentemente a questi episodi perché non spreco tempo per cose così meschine, evidenzio invece quanto Marco mi sia mancato quest’anno, mi ero ripromesso di non guardare più la MotoGP dopo quel maledetto 23 Ottobre, ma la passione ha prevalso, non nascondo comunque di viverla in maniera diversa rispetto a prima. Quella mattina non ho visto la gara, il Mondiale era praticamente già deciso, l’ho saputo tramite le chiamate e i tanti messaggi che mi sono arrivati sul cellulare, chi se lo aspettava un risveglio così? Non ebbi neanche il coraggio di cercare l’incidente sul web, mi bastava la descrizione che mi veniva fatta da chi l’aveva vissuto in diretta. Diobò Marco, facevi saltare tutti in piedi sul divano come direbbe Guido Meda, era bello vederti correre, senza nascondere qualche tuo errore causato comunque dalla grande voglia e dalla grande passione che avevi e che mettevi sempre in pista, e tutto questo lo hai dimostrato anche a Imola nel 2009, quando per una sola gara sei stato chiamato dall’Aprilia Superbike per sostituire Nakano infortunato. Quel giorno eri il compagno di Max Biaggi, non dovevi dare fastidio al più quotato pilota romano, invece no, hai “osato” chiudere gara2 davanti a lui e strappargli il podio, dicendo che o lo passavi, o lo buttavi giù. Si, eri un grande anche in questo, schietto e deciso in ogni tua decisione, era questo che ti caratterizzava più di tutto, non avevi peli sulla lingua, agivi sempre d’istinto senza pensare alle conseguenze, ma avevi anche la forza per chiedere scusa quando dovevi (Incidente con Lorenzo ad Assen), come si faceva a non volerti bene? Non hai vinto tantissimo, ma da quel giorno un grande vuoto incolmabile è dentro di noi, noi che ancora sogniamo di vederti nuovamente in pista, noi che sogniamo di vederti in piedi dopo quel terribile incidente. La tua simpatia e la tua bontà non le scopro certo io, e sicuramente non le dimenticheremo mai. Ciao Sic, mi manchi tantissimo.”