Tracy difende Rossi: “Anch’io mi sarei gettato a cannone come lui. Lì ci passava anche un camion”
Il campione CART 2003 ritiene che il pilota dell’Andretti Autosport non abbia colpe per il contatto con Wickens a St.Petersburg




GP St. Petersburg
13 marzo 2018 - 20:02

La prima gara della stagione 2018 della Verizon IndyCar Series ha regalato emozioni e spettacolo. E proprio quando i giochi per la vittoria sembravano ormai fatti, con Wickens saldamente in testa, a due giri dalla fine è arrivato il colpo di scena. Il pilota dello Schmidt-Peterson non ha avuto una grande ripartenza dopo la caution: Rossi gli ha preso la scia e lo ha attaccato alla prima curva, ma è arrivato lungo e lo ha colpito, spedendolo contro il muro e offrendo la vittoria su un piatto d’argento a Bourdais.

I giudici di gara hanno derubricato l’episodio a semplice incidente di gara: a Rossi non è stata inflitta alcuna sanzione, e il pilota statunitense ha mantenuto il terzo posto conquistato in pista. Wickens non ha gradito molto questa decisione, tanto che ha affermato di essere rammaricato solo per il fatto di essere finito a muro mentre Rossi ha terminato a podio passandola liscia, e nemmeno lo Schmidt-Peterson ha apprezzato la scelta della direzione corsa.

 

 

Paul Tracy, campione CART 2003 e pilota fra i più popolari della serie fra metà anni ’90 e 2000, ha però difeso a spada tratta il comportamento di Rossi. Il canadese ritiene infatti che non ci siano state scorrettezze da parte dell’alfiere dell’Andretti Autosport, e ha spiegato che al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo.

“Di sicuro Wickens ha avuto un weekend incredibile e ha dimostrato di avere talento – ha detto Tracy – Lo conosco da quando è un ragazzino e i suoi genitori mi hanno fatto fare una foto con lui nella gara di Molton, quando era molto piccolo. E lui correva col team Forsythe, la mia squadra, in Formula Atlantic quando ho vinto il titolo CART. Mi spiace per come sia finita la sua gara, ma in realtà la sua ripartenza da caution non è stata un granché. Non ha protetto l’interno e ha lasciato la porta aperta. Io la vedo dal punto di vista di Rossi. Al suo posto, mi sarei tuffato anch’io a bomba (la sua espressione è più scurrile, ndr). Ci poteva passare anche un camion, tanto era lo spazio libero. Sarebbe stato da redarguire Rossi se non ci avesse provato. Lui ha attaccato, ma è entrato in contatto con Wickens e l’ha mandato a muro. Ma ha fatto bene a tentare il sorpasso, perché c’era il posto per l’affondo: queste sono le corse”.

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