UltimaCurva | Vettel è un campione, va incoraggiato: non è il momento delle critiche
02 Aprile 2019 - 1:56
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Sapete? Io penso che la Formula 1 sia lo sport più bello del mondo. Cavolo, ci lavoro praticamente giorno e notte, ci mancherebbe altro. Però a volte capitano quei momenti in cui non riesci a controllare l’enorme mole di giudizi e commenti per questo o quell’episodio, e quindi vorresti spegnere tutto: telefoni, televisore, computer e internet e rimanere da solo con le tue sensazioni ed emozioni, un po’ come capitava fino a un decennio fa più o meno e senza stare per forza al cellulare a battibeccare con questo o con quello, subito pronto a giudicare e puntare il dito. Ricordo gli episodi di Suzuka 2006 (motore Schumi in fumo) e Interlagos 2008 (Massa campione del mondo per 30 secondi) come se non fosse passato tutto questo tempo. Ecco, avevo 16 e 18 anni, forse non avevo nemmeno la rete ADSL a casa, il mio telefono era figo perché era con lo sportellino e potevo mettere gli Mp3, ma guai a entrare su internet anche per sbaglio, perché altrimenti ti pignoravano la casa.

© Scuderia Ferrari/Media Centre

Arrivo al dunque: mi dispiace leggere certe cattiverie nei confronti di Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo di Formula 1 (volenti o nolenti, è così). E’ chiaro che il ragazzo stia affrontando un periodo complicato, purtroppo da luglio sono più i danni che le cose belle e probabilmente sono uno dei pochissimi sulla faccia della terra a credere ancora in lui, ma trovo inadeguate e cattive certe sparate nei suoi confronti. Vettel è un campione, nessuno può dire il contrario, perché chi vince il mondiale per quattro volte ha solo ragione, gli altri devono fare silenzio. E’ chiaro altresì che in questo momento ci sono palesi difficoltà e che devono essere risolte, non ci vogliono degli scienziati per capirlo, ma frasi del tipo “E’ un brocco”, “Non sa guidare”, “Leclerc deve essere il primo pilota”, “Alonso avrebbe vinto a occhi chiusi” (avete la sfera di cristallo, beati voi) sono quelle più gettonate, che mi fanno rimpiangere gli anni del telefonino con lo sportello e gli Mp3. Ma LA frase più odiosa di tutte è “Ha vinto solo con macchine forti”. Certo, perché Hamilton, Schumacher, Alonso, Senna, Prost, Hill, Lauda e tutti gli altri hanno vinto con catorci degni della miglior Williams 2019.

© Scuderia Ferrari/Media Centre

Mi secca fare il bastian contrario, riceverò tantissime critiche e ne sono ben consapevole, così come mi aspettavo i vari “Non sei obiettivo” dopo il 4.5 dato ieri in pagella. Non sono qui per dirvi cosa dovete o non dovete fare, non sono nessuno, esprimo solo il dissenso verso un attacco per certi versi becero nei confronti di un campione in seria difficoltà, ma che ha regalato anche momenti di gioia con vittorie di spessore in questi anni. Manca ancora qualcosa, e l’arrivo di un pilota determinato come Leclerc può essere sia positivo che negativo, starà soltanto a Vettel reagire nell’uno o nell’altro verso. Nel frattempo, buttare merda adesso, dopo sole due gare e con altre diciannove (19!!!!) in programma non ha alcun senso, perché Seb serve alla causa Ferrari, serve a Leclerc, serve a se stesso ritrovarsi! Il mio appello ai tifosi della Rossa è quello di sostenerlo, capisco e ricordo anche le forti critiche nei confronti di Schumacher quando non riusciva a vincere prima del 2000, e all’epoca non c’era tutta sta marmaglia social, ma è questo il momento ideale per dimostrare il proprio affetto: sa di essere all’ultima chiamata, quest’anno è cruciale per lui e c’è l’appoggio di tutto il team, bisogna evitare certi articoli (mi riferisco in particolare ad alcuni titoloni usciti domenica prima della gara), certi atteggiamenti e certe critiche. Sì, se non puoi reggere la pressione non puoi guidare in Formula 1, tanto meno per la Ferrari. I momenti di difficoltà li abbiamo tutti, anche un campione del mondo. Basta poco, quella scintilla giusta per far cambiare tutto, ed è quella che mi attendo e che (spero) molti voi si aspettano da Sebastian Vettel, il campione del mondo che guida per la Ferrari.

© Scuderia Ferrari/Media Centre

Immagine in evidenza: © Scuderia Ferrari/Media Centre



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