Un Gran Premio turbolento per la Ferrari a Shanghai
Il Cavallino non raccoglie quanto seminato nelle qualifiche: gli episodi sono tutti contro i due ferraristi




GP Cina
15 aprile 2018 - 21:26

Non è andata come previsto la gara della Ferrari a Shanghai. Dopo la netta superiorità dimostrata dalla SF71H nelle qualifiche del sabato, una serie di circostanze poco fortunate e la reattività strategica degli avversari hanno messo in ginocchio Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel, che si sono dovuti accontentare del terzo e settimo posto.

“E’ stata una gara piuttosto difficile e non molto gradevole – è il primo commento a caldo di RaikkonenAlla partenza sono scattato bene, ma poi ho dovuto alzare il piede perché Sebastian mi ha chiuso e questo mi è costato diverse posizioni. Dopo il pit stop la macchina andava bene e il feeling era buono; a quel punto eravamo indietro, ma riuscivo a vedere le altre macchine alla fine del rettilineo. La Safety Car ci ha aiutato; in quel momento avevamo pneumatici non usurati. Direi che ci ha rimesso in gara. Alla fine ero abbastanza veloce con le Medium rispetto agli altri che usavano gli stessi pneumatici, ma era davvero difficile avvicinarsi a loro e cercare di seguirli. Di certo eravamo più veloci di Valtteri, ma quando ti avvicini diventa tutto più difficile, perdi il grip e molto carico aerodinamico, soprattutto in questo tipo di pista. Così non sono mai riuscito ad attaccare veramente. Oggi ci prendiamo la terza posizione, ma ovviamente, quando parti dalla prima fila, è ben lontano dal risultato ideale. Cercheremo di fare meglio la prossima volta”.

E’ andata ancora peggio a Vettel, vittima dell’ennesima manovra avventata di Max Verstappen che ha cercato di infilarlo al tornantino subito dopo il lunghissimo rettilineo della pista cinese. Il tedesco, però, non ha voluto polemizzare più di tanto con il rivale della Red Bull, ritenendosi comunque fortunato per essere riuscito a terminare la corsa.

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“Sono stato fortunato a finire la gara. Dopo un incidente come quello che ho avuto, credo che avremmo anche potuto restare fermi in pista. La fortuna sta nel fatto che la macchina ha potuto proseguire, anche se totalmente sbilanciata – ha commentato il quattro volte campione del mondo – Abbiamo perso il comando dopo il pit stop e questo non è stato ideale. Eravamo sicuri che saremmo usciti ancora davanti, ma non è andata così. L’ingresso della Safety Car in pista in quel momento non è stato ottimale per me e Valtteri perché non avevamo più la possibilità di reagire. In seguito era chiaro che Red Bull andasse più veloce, e credo che fosse inutile resistere più di tanto, visto come Daniel si stava avvicinando da dietro; poi lo stesso è accaduto con Max. Gli ho concesso spazio nel caso in cui avesse bloccato un po’ le gomme, ma ha perso la macchina completamente e a quel punto c’è stata la collisione. Credo che abbia capito di aver sbagliato. Ripeto, siamo stati entrambi fortunati a poter proseguire, ma poteva anche evitare quella manovra. Ho apprezzato il fatto che sia venuto da me subito perché questo è il modo di risolvere casi simili, faccia a faccia. Ma, ovviamente, questo non è il risultato che avremmo voluto”.

Lapidaria, invece, l’analisi del team principal Maurizio Arrivabene: “Quello di oggi non è certo il risultato a cui puntavamo, partendo dalla prima fila. Il nostro passo in gara non era male, ma è stato un Gran Premio in cui le molte variabili hanno fatto la differenza. Kimi ha conquistato il podio e Sebastian ha contenuto i danni con una vettura che, dopo la collisione, non era nelle condizioni ideali per poter lottare. Ora è importante mantenere concentrazione e determinazione, pensando già alla prossima gara a Baku”.

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