Valentino: “Forte con moto scarica. Uscire dalla Q2 mi ha tagliato le gambe”
05 Maggio 2019 - 19:03
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GP Spagna
Una rimonta in stile Qatar per il Dottore, sesto al traguardo e con il rammarico del mancato passaggio al secondo turno di qualifiche




Un sesto posto non può soddisfare la sete di risultati di un nove volte Campione del Mondo. Eppure, in una MotoGP così ad alto livello, dove le prestazioni delle moto risentono della variabilità di layout, temperatura e asfalto, bisogna mettere tutto in cascina e guardare al futuro. E’ questo il leitmotiv di Valentino Rossi al termine del GP di Jerez. Una prestazione che comunque migliora, in linea generale quella dello scorso anno: “Ci sono delle cose positive rispetto all’anno scorso. Lì feci quinto ma perché si erano stesi in quattro-cinque davanti a me, sennò avrei finito più indietro. La gara è stata più veloce e sono finito ad un distacco inferiore rispetto al 2018. Sono anche stato veloce verso fine gara e questo è buono in ottica campionato. Poi gli ultimi giri sono faticosi, se vai pure piano fatichi il doppio“.

© motogp.com

La competitività messa in mostra dalle Petronas, in qualifica, e da Vinales, in gara, fa ben sperare il Dottore sull’effettiva competitività della M1: “Sicuramente si poteva fare meglio visto. Maverick ha preso il podio e anche Quartararo mi sarebbe arrivato davanti. Come interpretazione della pista sono stati più bravi di me. Sabato purtroppo sono uscito dalla Q2 per qualche millesimo e quello mi ha tagliato un po’ le gambe. Fossi partito in seconda-terza fila potevo stare nel gruppetto di Vinales e delle Ducati. Franco e Quartararo soprattutto in questo weekend sono stati veramente forti, quindi c’è anche un ‘fattore umano’. Maverick ha azzardato di più con le gomme, mettendo la media ed è andato più forte, quindi ci sono delle cose da fare meglio“.

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Senza quella sbavatura in Q1, la posizione di partenza sarebbe potuta essere decisamente più alta. Il problema però, secondo Rossi, sta nell’improrogabilità di arrivare pronti già al venerdì, cosa che al momento manca nel box Yamaha. Un barlume di fiducia, però, proviene dalla buon passo gara mostrato nella seconda metà: “Con meno grip dietro e con la moto scarica andavo forte. Dopo tanti giri ho passato Miller, Crutchlow e Franco e ho fatto dei buoni giri. Anche se pure prima giravo in 38.5. Sono stato costante tutta la gara. In Argentina e ad Austin eravamo subito a posto, qui invece venerdì ero in difficoltà ed andavo abbastanza piano. Abbiamo perso tempo e siamo arrivati alle PL3, ormai importantissime, non ancora pronti. Sotto tanti punti di vista comunque siamo migliorati, l’anno scorso ero molto più in difficoltà. Però non siamo forti da nessuna parte, siamo medi ovunque. L’accelerazione è il nostro punto dolente“.

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Chiusura, infine, sui risultati importanti della VR46 Academy: “L’Academy è stata grande per tutto il weekend. Baldassarri fantastico, Vietti benissimo e vedere rivincere Antonelli è stato bellissimo. Lui è veramente uno simpatico, rivederlo trionfare così è stato splendido. Sono contento anche per Paolo Simoncelli, hanno fatto primo e secondo. Lui è come Toto Wolff ormai. 15 anni dopo la prima vittoria del Sic? Bellissimo, allora non è un caso“.

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