Vervisch e Guerrieri si dividono le due vittorie domenicali, Tarquini campione del mondo 9 anni dopo il primo titolo
18 Novembre 2018 - 11:23
|
Race of Macao 2018
Il 'Cinghio' rischia di buttare al vento il grande vantaggio in classifica con un incidente in Gara 2, ma riesce a portare a casa il secondo successo iridato per soli 3 punti




Questa notte si sono disputate le ultime due gare della prima stagione del FIA WTCR, nato dalla fusione tra il vecchio WTCC e il nuovo TCR. Un esordio con le scintille che ha regalato tante battaglie in pista, lasciando quella più importante, ovvero quella per il titolo, aperta fino al traguardo della 30esima gara. A gioire al termine di questo lungo cammino è stato Gabriele Tarquini che diventa così due volte campione del mondo turismo, conquistando il titolo a nove anni dal primo ottenuto con la Seat nel 2009. Il ‘Cinghio’ ha battuto il suo rivale storico Yvan Muller per soli tre punti, quando abbiamo visto l’abruzzese arrivare sul tracciato cittadino di Macao con 42 lunghezze di vantaggio. La consolazione del francese può riporsi nella conquista del titolo riservato a squadre con il suo team che chiude davanti al BRC (quello di Tarquini, ndr) per soli tre punti.

Per quanto riguarda le due corse, la vittoria di tappa è andata a Frederich Vervisch in Gara 2, mentre Esteban Guerrieri si è preso la facoltà di passare per primo sotto l’ultima bandiera a scacchi stagionale, regalando così la terza vittoria stagionale a Honda, la quale mancava dal gradino più alto del podio da Gara 1 di Zandvoort.

GARA 2
Allo spegnimento dei semafori un buono spunto di Kevin Ceccon permette all’italiano di avere l’occasione di portarsi subito in testa alla gara, ma Timo Scheider ha prontamente chiuso la porta lasciando lo spazio a Vervisch, dall’altro lato, per infilarsi e conquistare così la seconda posizione.

Alla staccata della curva Lisboa avviene il colpo di scena che avrebbe potuto ribaltare le sorti del campionato. Un contatto tra Pepe Oriola e Yann Ehrlacher porta il francese ad un testacoda completo senza conseguenze, mentre lo spagnolo parcheggia la sua Cupra contro le barriere. L’intralcio creato dall’iberico crea un’importante carambola che vede Vernay finire contro Oriola, seguito da Michelisz che tocca l’Audi del francese e da Huff che appoggia la sua Volkswagen sulla Hyundai dell’ungherese. I quattro non hanno totalmente occluso la via, lasciando un piccolo spazio che permette a diversi piloti di transitare. In questo momento però un altro contatto tra Bjork, Tarquini e Berthon porta ad un importante danneggiamento della i30 dell’italiano che è così costretto a tornare lentamente ai box per ritirarsi. Stranamente questo grande incidente non ha portato all’uscita in pista della Safety Car.

Nel corso del quarto giro Frederich Vervisch ha sfruttato la maggiore velocità di punta della sua Audi RS3 per portarsi in testa alla gara, mentre pochi metri dopo Yvan Muller ha sferrato l’attacco a Kevin Ceccon per la terza posizione. Dopo aver perso il terzo gradino del podio, l’italiano ha iniziato ad avere qualche problema sulla sua Alfa Romeo Giulietta, la quale lo ha portato ad un paio di bloccaggi alla staccata della Lisboa e un lieve contatto contro le barriere nella sezione mista.

Nel resto del computo dei giri, la gara non ha offerto tante occasioni di sorpasso anche a causa del fatto che dopo poco si sarebbe disputata la ben più importante Gara 3. Al termine degli 8 giri Frederich Vervisch è quindi transitato per primo sotto la bandiera a scacchi, seguito da Timo Scheider al primo podio nel mondiale (dopo aver conquistato i primi punti nella gara di ieri, ndr) e Yvan Muller che, grazie anche al ritiro di Tarquini, ha potuto rosicchiare circa metà del distacco passando da -33 a -18. Un buon quarto posto per Kevin Ceccon che conferma il suo grande stato di forma, insieme a quello della Giulietta che ha visto l’arrivo a punti anche di Gigi Ferrara con il nono posto. Quinta posizione per Esteban Guerrieri seguito da Mehdi Bennani, Nathanael Berthon, Ferrara per l’appunto e Aurelien Panis a chiudere la zona punti. Il francese è stato anche protagonista di una toccata, senza conseguenze, contro le barriere nel corso del penultimo giro.

Nel post gara i giudici hanno però inflitto una penalità di trenta secondi a Mehdi Bennani, il quale scivola così dal sesto al decimo posto facendo guadagnare una posizione a Berthon, Ferrara e Panis.

GARA 3
L’ultima gara della stagione vede Rob Huff nuovamente in pole position che, così come nella gara di ieri, non riesce a mantenere la posizione di testa sin dalla partenza. L’inglese è stato subito sopravanzato da Esteban Guerrieri che dopo poche centinaia di metri si è posto davanti a tutti. Tanti sorpassi e controsorpassi nei due rettilinei che separano il via dalla curva Lisboa che per fortuna questa volta non ha mietuto vittime. Intanto nelle prime fasi di gara entrambi i contendenti al titolo hanno fatto dei passi in avanti con Muller che guadagna una posizione ai danni di Ehrlacher, mentre Tarquini balza dalla 14a di partenza fino alla nona.

Al quarto giro scende in pista la vettura di sicurezza a causa del contatto contro le barriere di Panis, il quale a differenza di Gara 2 questa volta è stato costretto al ritiro. Il gruppo resta compatto per due giri e al sesto viene sventolata la bandiera verde. Un brutta ripartenza di Tarquini porta l’italiano a perdere contatto con Ceccon che si trovava davanti a lui in quel momento. Ad approfittare di questo momento poco lucido è Thed Bjork che nella zona mista sferra l’attacco dando prima una sportellata al ‘Cinghio’ che cede così il nono posto allo svedese.

Se nel primo giro la curva Lisboa non ha mietuto vittime, lo ha fatto all’undicesimo quando Jean-Karl Vernay, in uno dei tanti tentativi di attacco a Rob Huff, ha calcolato male il punto di frenata parcheggiando la sua Audi nel muro di gomme. Il francese è così stato costretto a ritirarsi dalla gara mentre occupava la terza posizione. Un sospiro di sollievo per l’inglese del Sebastien Loeb Racing che, se prima ha dovuto guardarsi anche alle spalle mentre attaccava Guerrieri, da questo momento ha potuto concentrarsi esclusivamente sul pilota argentino.

Al dodicesimo giro due eventi chiave di questa gara, il primo è il sorpasso di Berthon ai danni di Tarquini che scivola nuovamente in decima posizione lasciando solo un gap di tre punti tra sé e Yvan Muller. Il secondo è l’incidente all’ultima curva di Szabo, il quale porta i commissari a mandare in pista la vettura di sicurezza che sancisce così il termine della gara con due tornate di anticipo.

Sul traguardo Esteban Guerrieri transita per primo dopo aver resistito ai continui attacchi di Mr. Macao, ovvero Rob Huff che quest’anno torna a casa a mani vuote. Il terzo gradino del podio va a Norbert Michelisz che in ogni gara del week-end ha sempre giocato a favore del suo compagno di squadra bloccando alle sue spalle il rivale Yvan Muller che chiude la stagione con un quinto posto. Seguono Ehrlacher, Oriola, Ceccon, Bjork, Berthon e Tarquini.

Con questi risultati Gabriele Tarquini conquista il secondo titolo con 306 punti contro i 303 di Yvan Muller. Il ‘Cinghio’ diventa così il più vecchio campione del mondo di un campionato targato FIA, all’età di 56 anni. Il rocambolesco week-end macaense vede Bjork scivolare dal terzo al settimo posto in classifica piloti. Sull’ultimo gradino del podio mondiale Esteban Guerrieri con 267 punti, seguito da Norbert Michelisz a 247. I due hanno guadagnato 4 posizioni salendo dal rispettivo 6° e 7° a 3° e 4°. Vernay chiude con il quinto posto a una lunghezza dall’ungherese, quindi Oriola che scivola sesto a pari punti con il francese. 242 punti per Bjork e Huff, con lo svedese in settima posizione grazie al maggior numero di vittorie maturate.

Ribaltata la classifica dei team con l’Yvan Muller Racing che conquista il primo titolo con 562 punti, precedendo di sole tre lunghezze il BRC Racing Team. Terzo posto per l’ALL-INKL.com Munnich Motorsport che finisce la stagione con 481 punti

Non ci sono commenti